Il Dipartimento della Difesa degli Usa ha designato il suo ufficio stampa come area riservata rendendolo inaccessibile ai giornalisti che in precedenza potevano accedervi. Lo ha annunciato il Pentagono."L'ufficio stampa del Pentagono è stato riclassificato come struttura per informazioni classificate" perchè vi lavorano i redattori dei discorsi che "gestiscono abitualmente materiale classificato", ha spiegato in un comunicato il portavoce ad interim Joel Valdez. "Di conseguenza, ai giornalisti non sarà più consentito l'accesso all'ufficio".Non è la prima volta che il Pentagono pone restrizioni ai giornalisti da quando lo scorso anno, alla Casa Bianca, è tornato il presidente Donald Trump.Otto testate giornalistiche, tra cui il New York Times, il Washington Post, la CNN, la NBC e la NPR, sono state costrette a lasciare i loro uffici al Pentagono, con la motivazione che era necessario fare spazio ad altre testate, prevalentemente di orientamento conservatore. L'insofferenza del tycoon verso alcuni giornalisti è apparsa sempre più spesso in sue esternazioni espresse in pubblico.Il Pentagono ha poi richiesto ai giornalisti rimasti di firmare una nuova e restrittiva politica per i media al fine di mantenere l'accesso all'edificio.I media statunitensi, tra cui il Times e Fox News, e le agenzie di stampa internazionali come AFP e Reuters, si sono rifiutati di firmare, vedendosi revocare l'accredito al Pentagono. In seguito a una causa intentata dal Times, un giudice statunitense ha stabilito a marzo che alcuni elementi della politica violavano la Costituzione degli Stati Uniti.Il Pentagono ha però risposto con restrizioni ancora più severe, annunciando la chiusura di un'area stampa chiamata Corridoio dei Corrispondenti e affermando che tutti i giornalisti che accedevano all'edificio, compresi coloro che avevano firmato la politica per i media, avrebbero ora avuto bisogno di una scorta. Intanto il Washington Post fa sapere che un rivoltoso dell'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 è stato assunto con un ruolo top secret all'interno del Pentagono.Si tratta di Elias Irizarry condannato per aver partecipato all'attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio americano. "Un giovane professionista qualificato e patriottico che siamo orgogliosi di avere come nomina politica" al Dipartimento della Difesa. Ha detto in una dichiarazione, il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez.All'epoca il giovane aveva 19 anni, ma l'amministrazione Trump ha fatto in fretta a mettere da parte il passato e lo ha assunto per lavorare in un ufficio del Pentagono che gestisce operazioni militari altamente segrete. La sua nomina ha suscitato allarme tra il personale, che si interroga su come una persona condannata per l'attacco alla democrazia americana possa essere considerata affidabile per un ruolo così delicato all'interno del governo degli Stati Uniti. Irizarry è assegnato alla sezione per la guerra irregolare e l'antiterrorismo, un team composto da circa 40 persone che si occupa di operazioni come la sicurezza delle ambasciate, il recupero del personale e il salvataggio degli ostaggi: uno degli incarichi delicati svolti dal Pentagono. C'è poi una decisione che riguarda il capo del Pentagono Pete Hegseth. Il fedelissimo di Trump ha bloccato le promozioni di nove ufficiali della marina scelti da ammiragli di alto rango. Nella lista delle promozioni bloccate ci sono anche una donna e due afroamericani. Lo riporta il New York Times, sottolineando come il loro stop sembra motivato più dalla una spinta anti-diversità, crociata che Hegseth sta combattendo da quando ha assunto l'incarico, che dalle loro capacità. La decisione di Hegseth appare in violazione delle regole che governano il sistema di promozioni che dovrebbe essere apolitico e basato sul merito. Nella lista di promozioni ad ammiraglio a una stella presentata in maggio non figurava alcuna donna e nessun ufficiale non bianco.
Il Pentagono designa il suo ufficio stampa come area riservata e assume un rivoltoso del 6 gennaio
Il Pentagono impone nuovi limiti all'accesso dei giornalisti alle informazioni pubbliche classificandole come riservate, intanto emerge che un ex condannato dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 è stato assunto in un ruolo top secret












