L’episodio è accaduto a Torino dove i militanti di Gioventù Nazionale - sezione D’Annunzio stavano volantinando contro la cosiddetta "cultura maranza"

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Quanta paura può fare un volantino? A quanto pare tanta, considerando le reazioni che, ancora una volta, si sono avute in una scuola superiore di Torino questa mattina, quando i militanti di Gioventù Nazionale sezione D’Annunzio hanno provato a consegnare alcuni volantini contro la “cultura maranza” all’esterno di un istituto, ricevendo in cambio insulti e provocazioni varie. Come emerge dai video diffusi dal movimento sui social , pochi minuti dopo l’inizio del volantinaggio una docente dell’istituto ha iniziato a inveire contro chi volantinava, incitando alcuni studenti ad allontanare i ragazzi impegnati nell’attività politica. Successivamente alcuni esponenti del collettivo scolastico hanno intonato cori nel tentativo di contestare l’iniziativa. “Andate via, spingiamoli. Andiamo via, dai via, via da qua”, si sente dire a una voce fuoricampo.“Qua la scuola è antifascista”, dice ancora la voce ripresa nel video, di quella che sembra essere una donna adulta e non una studentessa. “Voi siete dei fascisti, via da qua”, dice ancora rivolgendosi ai militanti di Gioventù Nazionale che, va ricordato, rappresentano la costola giovanile di Fratelli d’Italia, partito maggioritario di governo, che esprime il presidente del Consiglio e che tutt’oggi risulta essere il partito preferito dagli italiani. Alla persona adulta fanno seguito gli studenti che intonano il solito canto “fuori i fasci dalle scuole” e che forse pensano di provocare qualche reazione cantando “Bella ciao”. Nella sua nota, Gioventù Nazionale sezione D’Annunzio spiega che “quanto accaduto è incompatibile con il ruolo educativo che la scuola dovrebbe svolgere. Un insegnante dovrebbe educare al rispetto del pluralismo e al confronto democratico, non alimentare ostilità verso chi esprime idee diverse. Il messaggio che viene trasmesso agli studenti è particolarmente preoccupante: non confrontarsi con le opinioni altrui, ma tentare di impedirne l’espressione. Continueremo ad essere presenti in tutte le scuole e quartieri della nostra città per portare avanti le nostre battaglie”.