Sulla mummia del Similaun vivono ancora microrganismi del freddo: una scoperta utile per conservazione, ricerca e fermentazioni future alimentari sostenibili
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Il freddo lascia margineIl pane dentro la tecaConservare qualcosa che vive piano
Nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, Ötzi riposa dentro una cella fredda a meno 6 gradi, con un’umidità altissima, quasi satura. Sembra la condizione più vicina possibile al ghiaccio che lo ha custodito per millenni, dopo la morte avvenuta circa 5.300 anni fa e prima del ritrovamento, nel 1991, nell’area del Similaun, tra Italia e Austria. Eppure quel freddo, così controllato, così museale, così apparentemente definitivo, racconta una storia meno immobile di quanto ci piaccia immaginare. Sulla mummia del Similaun c’è ancora movimento. Piccolo, biologico, ostinato. Il microbioma di Ötzi contiene batteri, funghi e lieviti capaci di sopravvivere, adattarsi e, in alcuni casi, mostrare segnali compatibili con una crescita ancora in corso.










