Scienza e Tecnologia
Mercoledì 03 Giugno 2026
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Entro il 2030 l'Intelligenza Artificiale consumerà l'acqua necessaria a 1,3 miliardi di persone, l'intera popolazione dell'Africa subsahariana, e ben 945 terawattora di elettricità, il triplo di quella usata dalle 650 milioni di persone che vivono tra Pakistan, Bangladesh e Nigeria messe insieme. A dirlo è il rapporto dell'Onu su "Costo ambientale del consumo energetico dell'IA: impronta di carbonio, acqua e suolo" che sottolinea come l'intera filiera dell'IA, dalla costruzione dei data center, al suo uso normale fino ai rifiuti elettronici, richieda una guida.
"Questo rapporto non è un'accusa contro l'IA, una trasformazione tecnologica che sta migliorando la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, ma un appello a un suo utilizzo responsabile e ad affrontare in modo proattivo i suoi impatti indesiderati, per renderla sostenibile ed equa", ha detto Kaveh Madani, direttore dell'Istituto per l'acqua, l'ambiente e la salute dell'Università delle Nazioni Unite, e alla guida del gruppo di ricerca che ha stilato il rapporto. Lo studio ha analizzato casi reali come quel che è avvenuto in Irlanda, una delle nazioni europee in cui sono stati realizzati molti data center, vere e proprie 'fabbriche' per l'IA, dove nel 2023 hanno consumato il 21% dell'elettricità, superando quello della popolazione urbana, o l'Uruguay dove i progetti per un data center ad alto consumo idrico sono coincisi con la siccità del 2023 che ha prosciugato le riserve di acqua dolce di Montevideo, rendendo l'acqua del rubinetto non potabile.










