Ospite a È sempre Cartabianca, l’avvocato De Rensis ha analizzato i complessi sviluppi del delitto di Garlasco, confermando che le indagini della Procura di Pavia proseguono. Il legale ha difeso la scelta di disporre una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio e i riscontri emersi dai suoi diari segreti, invitando alla massima prudenza e frenando le richieste di una revisione immediata del processo per Alberto Stasi.
Il dibattito su Garlasco a È sempre Cartabianca
Dalla perizia psichiatrica ai diari segreti di Andrea Sempio
Le parole di De Rensis sulla revisione per Stasi
Il dibattito su Garlasco a È sempre CartabiancaIl delitto di Garlasco torna al centro del dibattito nell’ultima puntata di È sempre Cartabianca, condotta da Bianca Berlinguer, andata in onda martedì 2 giugno.Durante la trasmissione, l’avvocato Antonio De Rensis ha analizzato le mosse della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone, evidenziando il valore dei consulenti e degli investigatori coinvolti nel caso, per poi commentare l’attuale andamento dell’inchiesta, soffermandosi sulle scelte degli inquirenti.L'avvocato Antonio De Rensis è tornato a parlare del caso di Garlasco“A me non stupisce nulla, perché so che chi sta investigando sono investigatori e magistrati che hanno delle strategie” ha detto De Rensis. Il legale, pur sottolineando di non incontrare il procuratore Napoleone dal maggio 2025, ha manifestato piena fiducia nell’operato della magistratura contro i tentativi della difesa di sminuire l’inchiesta.Dalla perizia psichiatrica ai diari segreti di Andrea SempioUn punto nevralgico della discussione ha riguardato i nuovi accertamenti disposti dalla Procura su Andrea Sempio, tra cui la consulenza affidata al professor Roberto Catanesi. L’avvocato De Rensis ha spiegato l’importanza di questo esame clinico: “Qui si cerca di stabilire sia la capacità di intendere e di volere, sia la capacità processuale, l’imputabilità e la pericolosità sociale”.Nel corso del programma sono stati richiamati anche gli inquietanti sfoghi emersi dai diari e dai forum online scritti dall’indagato, caratterizzati da frasi come “Le mie paure più grandi, essere giudicato, perdere il controllo”, “Ho un disperato bisogno di approvazione” o ancora “Sogno me che accoltellavo gente”.








