Da Napoli a Berlino e ritorno. Poi un viaggio nel Mediterraneo, ora una passeggiata sulla Luna. Il terzo album dei Nu Genea, “People of the moon”, mescola suoni funk, disco, afro, featuring di qualità e radici piantate alle pendici del Vesuvio. La musica di Massimo Di Lena e Lucio Aquilina respira tra mille contaminazioni, in linea con i primi due dischi: “Nuova Napoli” (2018) e “Bar Mediterraneo” (2022). Negli ultimi anni il duo ha accompagnato il cambiamento profondo della musica elettronica. Un tempo suonavano nei piccoli club, oggi i Nu Genea partecipano a festival italiani e internazionali. Dopo Spring Attitude, a Roma, ora sono impegnati in un lungo tour europeo insieme a una live band di tutto rispetto. Saliranno sul palco al Sequoie Music Park a Bologna l'1 luglio, al Vida Festival a Barcellona il 3 luglio, al BBK Live a Bilbao l'11 luglio. Il passo è breve, ma non troppo, dai dancefloor berlinesi ai party diurni in giro per il mondo.Il vostro baricentro musicale si trova a Napoli. Dopo alcuni anni a Berlino siete tornati in Italia. Due città a prima vista lontanissime. Cos'hanno in comune?Massimo Di Lena: «A pensarci bene una cosa c'è: i turchi a Berlino sono un po'...napoletani! Se vai a Kreuzberg o al Mercato delle pulci ti senti a casa. Onestamente, altri punti di contatto non ne vedo».Cosa avete trovato sulla Luna?Di Lena: «“People of the moon” è un album molto più intimo rispetto ai precedenti. La gente della Luna è quella parte di noi che nell’arco della vita riusciamo a far uscire fuori solo per qualche istante».Quando avete cominciato la musica elettronica regnava nelle discoteche. Oggi quel mondo sembra in crisi. Cosa è successo?Lucio Aquilina: «Siamo partiti come produttori di techno, minimal, house. Poi la situazione è diventata stantia e abbiamo deciso di sperimentare nuovi generi. Da Nu Guinea è nato Nu Genea».Cosa si è perso nel tempo?Di Lena: «Una volta i locali erano luoghi di evasione per persone introverse e di accettazione per gay e trans. Ma il vero clubbing non esiste da anni. La crisi dipende anche dal dj: quando diventa famoso dovrebbe dare un bel messaggio alle nuove generazioni. Penso a grandi figure come dj Ralph, Claudio Coccoluto, Richie Hawtin, David Mancuso. E invece spesso non accade, la discoteca diventa un posto dove apparire sui social».Tra festival e soft clubbing oggi la musica elettronica vive molto di giorno.Di Lena: «A noi sta benissimo. La nostra musica si sposa bene con i party che non sballano i ritmi circadiani».L’ultima tappa del vostro tour sarà al Roundhouse di Londra, il tempio del rock che ospitò anche Led Zeppelin e David Bowie. Che effetto vi fa?Aquilina: «Ci capitò al New Morning, il locale di Parigi. In bagno trovai le locandine di Miles Davis e Chick Corea. Roba da sudore freddo: “E ora che nota suono?”, mi sono detto».
Nu Genea: "Da Napoli con la nostra musica siamo arrivati sulla Luna"
La lunga esperienza nella musica elettronica. In Italia e a Berlino, prima di rientrare in Italia. Con il nuovo album, "People of the moon", ricco di contaminaz






