Mentre i cittadini e le istituzioni hanno celebrato la Festa della Repubblica, la sinistra anti-italiana non si è smentita nemmeno il 2 giugno tra dichiarazioni contro la parata, manifestazioni contro le forze armate e tentativi di interrompere le celebrazioni.A guidare la pattuglia anti italiana l'europarlamentare di Avs Ilaria Salis (foto) che, invece di celebrare la Repubblica, ha ben pensato sui social di scrivere: «in un'epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico».In serata la presidente del consiglio Giorgia Meloni rifiuta l'idea di sbianchettare la parata del 2 giugno e parla di «dichiarazioni non solo vergognose ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l'Italia con disciplina, onore e spiritod di sacrificio». In un video il capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami ha ironizzato: «Ho un'idea migliore Ilaria. Aboliamo il voto del Parlamento europeo grazie al quale ti sei salvata dal processo in Ungheria e così magari vediamo come va a finire, e lasciamo la parata così com'è, che dici?». Mentre per il responsabile organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli: «La sua allergia alle divise è coerente con la storia di chi si è candidato in Parlamento per scappare dalle conseguenze di azioni violente e vigliacche». Secondo l'europarlamentare di Fdi Stefano Cavedagna «la Salis riesce nell'incredibile impresa di stare sempre contro l'Italia e dalla parte sbagliata».A Firenze sono invece comparse scritte contro Giorgio Meloni proprio nel giorno della Festa della Repubblica: «Meloni prima della lista», «Meloni appesa» sui muri in un'area del Quartiere 2.Nella gara al peggio si sono distinti sei attivisti di Extintion Rebellion fermati dalle forze dell'ordine nelle vicinanze dell'Altare della Patria in possesso di uno «striscione di notevoli dimensioni con una scritta tematica a sostegno delle politiche green», di fumogeni e altro materiale «con ogni probabilità utile a porre in atto azioni di disturbo in occasione delle cerimonie istituzionali» per il 2 giugno e per richiamare «l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione ambientalista». Gli attivisti sono stati denunciati e saranno sottoposti al foglio di via obbligatorio con divieto di soggiorno nel Comune di Roma e tre di loro hanno ricevuto anche una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.Ma la giornata di ieri è stata anche caratterizzata in tutta Italia da una serie di mobilitazioni e sit-in promossi da sigle legate all'estrema sinistra e alle reti no riarmo «per un'Italia antimilitarista». Parte di queste iniziative si sono svolte fuori le basi militari finendo per diventare non manifestazioni contro la guerra ma contro le forze armate italiane a cominciare dal corteo promosso dal Movimento no Base a Pontedera aperto dallo striscione «Pontedera dice no alla guerra. Fuori le basi dalla nostra terra».A Niscemi si è invece svolto un Presidio No Muos mentre a Rovezzano è andata in scena la «Festa della Repubblica delle forze disarmate» e a Vicenza l'iniziativa «Dal Del Din a Gaza: disarmiamo la guerra» con altri presidi da Cagliari a Trapani.
Dal blitz ecologista agli insulti a Meloni. Bufera sulla Salis: "Abolire la parata"
La premier sui social: "Vergognoso". La "festa" alternativa degli antagonisti










