L'estrema destra Abelardo de la Espriella e il candidato della sinistra Iván Cepeda si sfideranno per la presidenza della Colombia in un secondo turno, il 21 giugno. Senza che nessun sondaggio lo avesse previsto, De la Espriella ha ottenuto 10,3 milioni di voti (43,7%), mentre Cepeda è stato votato da 9,6 milioni di colombiani (40,9%).
Avvocato di 47 anni, Abelardo de la Espriella brilla sui social network per i frequenti voli col suo jet privato, la sua Rolls-Royce Phantom, i lunghi periodi nelle sue case a Miami, Bogotà e nella campagna toscana. Oltre a quella colombiana, ha nazionalità italiana e americana. È l’erede di Rodolfo Hernández, l'ingegnere che si è presentato quattro anni fa come una sorta di Trump alla colombiana, uscito sconfitto nella lotta elettorale contro Gustavo Petro.
In campagna elettorale ha adottato il soprannome di "Tigre". Secondo Alejandro Chala, politologo dell'Universidad Nacional de Colombia (UNAL), è un candidato indefinito, la cui forza si spiega con la mancanza di una linea ideologica precisa. Il risultato è che la sua ambiguità gli ha permesso di riunire una coalizione eterogenea di elettori alla ricerca di un progetto ultraconservatore.
De la Espriella, la cui idea base è “combattere e sventrare la sinistra”, rappresenta un mix tra Nayib Bukele e la sua vocazione megacarceraria e la motosega di Javier Milei. Prevede di ridurre i 19 ministeri esistenti a una decina ed eliminare 700.000 impieghi statali. Subito dopo i primi risultati, ha chiesto agli Stati Uniti di "vigilare" sul secondo turno. Ed ha già ottenuto l’appoggio completo di Donald Trump.










