«Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia. Tra questi, il terminal petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell'industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt». Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato gli attacchi con droni nella notte tra martedì e mercoledì.
«Un altro obiettivo - aggiunge Zelensky - è un'impresa nella regione di Tambov, coinvolta nella produzione di armi russe. La distanza dalla linea del fronte è di quasi 600 chilometri. Grazie ai nostri soldati per la loro precisione. Il piano ucraino di sanzioni a lungo raggio viene eseguito esattamente come necessario per avvicinare la pace. Gloria all'Ucraina!».
Un velivolo senza pilota di Kiev avrebbe anche colpito un autobus in viaggio da Mosca alla Crimea, causando la morte di sette persone e il ferimento di altre undici, secondo quanto riferito dalle autorità della regione di Donetsk, dove è avvenuto l’attacco.
I raid ucraini sono scattati dopo gli attacchi condotti da Mosca ieri su Kiev e altre città del Paese, che hanno provocato vittime tra i civili.











