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Nell'ultimo trimestre, le vendite di TV della sudcoreana Samsung sono cresciute dell'8 per cento, ma subito dietro la cinese TCL ha compiuto un balzo del 20% anche grazie alla jv con Sony che ha deciso di stringere un patto con la rivale pur di restare competitiva nel settore. Panasonic invece con una partnership ha ceduto il ramo a Skyworth, marchio di Shenzhen restando marginale nell'attività. Spariti dai radar altri celebri brand nati all'ombra del monte Fuji. Sol calante sull'industria nipponica dell'intrattenimento?
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Chi oggi si invola verso la quarta decade sarà senza dubbio cresciuto con in casa un gran numero di marchi nipponici: Panasonic, Hitachi, Sharp e Fujitsu solo per fermarsi a quelli più noti. Eppure, senza che ce ne accorgessimo, quei brand ormai familiari negli ultimi anni sono silenziosamente scivolati via dalle nostre abitazioni, sostituiti da elettrodomestici sudcoreani (Samsung ed Lg su tutti) e cinesi (da Hisense a Xiaomi). La giapponese Sony, che ha recentemente deciso di concentrarsi sull’intrattenimento domestico e, dunque, anche sul ramo tv per non fare la fine delle connazionali ha deciso di allearsi con la capofila cinese: Tcl.








