Caricare un gioco del Sega Mega Drive partendo da un disco in vinile ha i connotati di una scommessa da bar, ma il maker noto come Throaty Mumbo ha mostrato che il principio tecnico regge, anche quando l'attrezzatura non collabora.

Il punto di partenza � una cartuccia Mega Everdrive Pro, una flash cart che si innesta nella console come qualsiasi altro gioco ma che, oltre al lettore di schede di memoria, espone una porta USB sul retro che � pensata originariamente per scopi di sviluppo, per iniettare le ROM al volo senza estrarre la microSD, e che qui diventa la via d'ingresso dei dati. Mumbo ha convertito il file del gioco in un segnale audio, una sequenza di toni a circa 1200 baud, adottando di fatto lo stesso approccio dei vecchi caricatori a cassetta e dei primi modem.

A decodificare il flusso c'� un Raspberry Pi Pico 2, la board basata sul microcontrollore RP2350. Collegato con un semplice filo, il Pico 2 ascolta i toni, li riconverte nei bit originali e li trasferisce alla Everdrive via USB e da qui la console esegue il codice come se arrivasse da una cartuccia qualunque.

Con una normale cassetta il segnale arriva pulito, il Pico 2 decodifica senza intoppi e qualche piccolo programma homebrew parte regolarmente, grafica compresa. Il problema nasce con il vinile: per inciderlo Mumbo ha usato un PO-80, un kit giocattolo da cinque pollici per tagliare e riprodurre il microsolco. I solchi prodotti sono troppo rumorosi e il Pico 2 non riesce a estrarne un flusso pulito. Nessun gioco � riuscito ad avviarsi dal disco.