«Governo, Bce, Fmi e Ocse farebbero bene a imparare da Mario Draghi, che non solo è stato l’unico presidente della Bce ad aver centrato il timing delle politiche monetarie, ma che quando era presidente del Consiglio è intervenuto immediatamente, dopo l’invasione dell’Ucraina, per ridurre le accise sui carburanti e azzerare gli oneri di sistema delle bollette di luce e gas, e non come chiedono ora questi organismi internazionali in modo mirato per chi ne ha più bisogno, ma per tutti.Solo così facendo, infatti, si può frenare l’inflazione, non certo dando qualche elemosina a chi ha la social card o aumentando il bonus straordinario sulle bollette elettrica a un’esigua minoranza degli italiani, bonus che proprio quest’anno la Meloni ha ridotto».Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Le critiche all'Ocse sui rincari energetici
«E' incredibile che l’Ocse dica giustamente che «l'aumento dei prezzi dell’energia causerà un aumento dell’inflazione, cancellando la recente progressione dei salari reali», e che poi non tragga le debite conseguenze che per evitare la caduta dei consumi e del Pil urge intervenire contro i rincari del settore energetico, sia per le famiglie che per le imprese» prosegue Dona.L'affondo contro la Bce e l'appello al Governo







