Era un gruppo di amici, si erano ritrovati ieri pomeriggio su una roccia lungo le rive del torrente Chisone, in un tratto conosciuto e frequentato soprattutto nelle giornate più calde. Un momento di svago, tra risate e musica, si è trasformato in tragedia nel giro di pochi istanti. Uno di loro è sceso in acqua per cercare un po’ di refrigerio, ma la corrente lo ha trascinato via senza lasciargli scampo. Senza dargli modo di aggrapparsi a nulla. Scivolato nel torrente La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, ma del ragazzo, Pasquale Sarli, 16 anni, residente a Porte, si sono perse le tracce fin da subito. Le ricerche sono proseguite senza sosta per diverse ore, fino al tragico epilogo: dopo le 21 il corpo è stato individuato e recuperato. Per il 16enne non c’era più nulla da fare. I soccorsi Imponente lo spiegamento di forze messo in campo quando è scattato l’allarme. Sono arrivati i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, partiti da Torino con il Nucleo Saf. Una prima ricognizione lungo le sponde era stata effettuata dalle squadre 71 e 72 di Pinerolo, che hanno perlustrato a lungo la zona senza esito. Nel frattempo si è alzato in volo anche l’elicottero «Drago» dei Vigili del Fuoco, che ha sorvolato un ampio tratto del torrente, da San Germano a San Secondo, passando per Porte a filo d’acqua. Un’area vasta e complessa, dove il Chisone attraversa tre Comuni e presenta punti particolarmente insidiosi. Intorno alle 19 i sommozzatori sono entrati in acqua, mentre i tecnici del Soccorso Alpino di Pinerolo hanno continuato le ricerche da terra, concentrandosi su altri punti critici. In quel tratto il torrente si presentava particolarmente impetuoso e gonfio, alimentato dallo scioglimento della neve in quota, accelerato dall’ondata di caldo degli ultimi giorni. Alla fine, nei pressi di una sorta di sbarramento naturale, il corpo del ragazzo è stato ritrovato. Un punto che, secondo chi conosce bene la zona, crea vortici pericolosi e correnti difficili da contrastare anche per chi è un esperto nuotatore. La disperazione dei genitori Per tutta la durata delle operazioni, il padre e la madre del giovane hanno seguito con il fiato sospeso ogni fase delle ricerche con il cuore in gola. Poco distante, gli amici si sono stretti in un capannello, sotto shock. Uno di loro racconta: «Quando è entrato nel torrente aveva l’acqua alla vita, poi è scivolato. Abbiamo cercato di afferrarlo, ma la corrente era fortissima, non ce l’abbiamo fatta». «Siamo angosciati», dice il padre di uno dei ragazzi del gruppo. «Sono passato poco prima, mi sono fermato perché avevano la musica ad alto volume. Erano tutti sulla roccia, parlavano e ridevano. Poi è accaduta la disgrazia». I carabinieri della Compagnia di Pinerolo hanno raccolto le prime testimonianze, ascoltando gli amici presenti e parlando con i familiari, per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e stilare un primo rapporto. La comunità sconvolta di Porte A Porte, dove Pasquale viveva, la notizia ha colpito profondamente tutta la piccola comunità. Con il passare delle ore, mentre le ricerche erano ancora in corso, la tensione è cresciuta e le speranze si sono via via affievolite, fino a lasciare spazio solo alla disperazione. «Conosco bene la famiglia – dice il sindaco di Porte, Simone Gay – il papà lavora nel settore edile e spesso il figlio lo aiutava. Il punto in cui è finito in acqua è conosciuto dagli anziani del paese come il “gorgo della Malanna”». Il primo cittadino si ferma, visibilmente provato, si porta le mani davanti agli occhi e aggiunge: «Negli anni ’70 un ragazzo di 15 anni annegò nello stesso punto. È un tratto maledetto». Una tragedia che riaccende l’attenzione sulla pericolosità dei corsi d’acqua di montagna, soprattutto in periodi di piena, quando anche un’apparente calma può nascondere correnti violente e improvvise.