L'ossessione per il Papa
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Il prefetto bolla come "riprovevole l’esaltazione sui social di tali teorie e della violenza". La presidente della provincia Carletti: "Non si può accettare che i 20enni emulino i carnefici" .
di Laura ValdesiSIENALe donne. Il prefetto Valerio Massimo Romeo dedica la festa del 2 giugno e gli 80 anni dal primo voto ’rosa’ "a tutte quelle che operano con diversi ruoli nella nostra società contribuendo in modo determinante al progresso civile, scientifico ed economico della nostra nazione". Poi i giovani. Invitati a farsi "portatori e custodi dei valori contenuti nella Costituzione su cui devono costruire un futuro che continui ad offrire un’esistenza nella libertà e nella democrazia. Un’esigenza tanto più necessaria – osserva il prefetto Romeo mentre il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri lo ascolta attentamente – se pensiamo ai recenti episodi, assolutamente riprovevoli, che hanno visto protagonisti dei minorenni senesi che esaltavano sui social le peggiori teorie naziste, i più biechi sentimenti di odio razziale e di violenza. La magistratura farà il suo corso ma è anche compito delle famiglie, delle istituzioni, della scuola, della società civile prevenire tali fenomeni attraverso percorsi di educazione alla legalità e alla democrazia rivolti ai giovani". Un tema, quello dell’inchiesta della digos sui giovanissimi della nostra città che incitavano all’odio razziale, facevano apologia del fascismo e del nazismo, toccato per la ’speciale’ Festa della Repubblica anche dal sindaco Nicoletta Fabio e dalla presidente della Provincia Agnese Carletti. "Il cammino iniziato 80 anni fa non è ancora concluso – osserva quest’ultima in una piazza del Duomo gremita di autorità e con tanti turisti a riprendere e filmare –; l’applicazione della nostra Costituzione è un percorso quotidiano che stiamo ancora completando. Per questo non possiamo accettare i fatti di cronaca che hanno scosso la nostra provincia nelle ultime settimane. I 13 ragazzi indagati per odio razziale e apologia del fascismo, il vile incendio alla Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano , sono una ferita troppo profonda per tutti. Come comunità e come istituzioni non possiamo tollerare che dei ragazzi ventenni scelgano oggi di emulare i carnefici nazifascisti e i simboli della sopraffazione, anziché farsi ispirare dal coraggio costruttivo, libero e democratico di persone come Tina Anselmi (primo ministro donna a fine anni ’70, a cui si deve la legge sulla parità di trattamento in materia di lavoro e l’istituzione del servizio sanitario nazionale, ndr) e Teresa Mattei (la comandante partigiana ’Chicchi’, la più giovane eletta nell’assemblea costituente, ndr)". "Il 2 giugno non è una data che appartiene solo alla storia, appartiene al futuro. E questo, inevitabilmente, ha il volto dei giovani. Una città che non parla ai propri ragazzi rinuncia ad una parte decisiva del proprio futuro. Per questo mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni. Vedo - interviene sul tema il sindaco di Siena Nicoletta Fabio – giovani che chiedono opportunità , esempi credibili , spazi nei quali poter crescere e misurarsi. Le istituzioni hanno il dovere di creare condizioni favorevoli al lavoro, allo studio e alla partecipazione. Ma ai giovani – sferza Fabio – va detto con chiarezza che nessuna libertà è piena senza responsabilità, nessun talento può maturare senza impegno, disciplina e rispetto degli altri. I recenti episodi che hanno coinvolto alcuni giovani del nostro territorio ci interrogano. Non per alimentare giudizi sommari ma per ricordarci ancora una volta che la libertà non vive senza rispetto e i diritti senza i doveri, che la convivenza civile richiede responsabilità, educazione e ascolto". E alle nuove generazioni il sindaco augura: "Siate liberi ma mai indifferenti, siate orgogliosi delle vostre radici ma capaci di guardare lontano". "Penso che sarebbe molto educativo – interviene sempre il prefetto sull’inchiesta che coinvolge i 13 ragazzini senesi – se conoscessero, recandosi sui posti, gli orrori compiuti dai nazifascisti a Sant’Anna di Stazzema, a Marzabotto, alle Fosse ardeatine . Forse comprenderebbero i loro errori per indirizzare la crescita verso percorsi che abbracciano valori di libertà, uguaglianza, unità nazionale e democrazia rappresentativa contemplati nella nostra Costituzione". Le donne si diceva, oltre ai giovani. Il prefetto si rivolge anche a quelle che rischiano di perdere il posto di lavoro per crisi aziendali, a chi subisce violenza domestica "i cui casi – osserva – sono in continuo aumento. Denunciate, denunciate per tempo ogni possibile forma di violenza psicologica o fisica da parte di uomini per evitare eventuali situazioni che potrebbero degenerare e rivelarsi drammatiche".














