La telefonata rivelata da Axios in cui Donald Trump rovescia la sua epic fury su Benjamin Netanyahu, dicendogli improvvisamente la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità («Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo») dimostra anzitutto due cose. La prima è che Trump, pur mentendo costantemente e spesso anche delirando in pubblico, in privato è molto più lucido di quanto sembrerebbe; la seconda è che è comunque molto più razionale di tanti apologeti di Netanyahu, e di tutti coloro che si ostinano a imbastire implausibili difese dell’indifendibile, danneggiando la loro causa e la loro credibilità. Per colpa di Netanyahu, che a quest’ora dovrebbe essere in galera da un pezzo, oggi tutti odiano Israele, come testimonia lo sfogo del suo ultimo sostenitore rimasto sul pianeta. Il che ovviamente non vuol dire che di questa situazione Netanyahu sia l’unico e solo responsabile, come dimostra il fatto stesso che ci sia ancora qualcuno, persino in Italia, che ha il coraggio di difenderlo. Del resto, più passa il tempo e più l’assoluta indifferenza per le vittime degli attacchi israeliani (o delle violenze dei coloni) avvicina i commentatori filo-Netanyahu alle vette di cinismo, disprezzo della logica e della vita umana del circo filo-putiniano.