Oggi il presidente della Regione, Attilio Fontana, e il ministro dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso, si incontreranno per confrontarsi sulla legge appena approvata dal Consiglio regionale, quella che disciplina l’apertura di nuovi Data center in Lombardia. Da parte del ministro c’è la volontà di capire se, come e quanto recepire della legge lombarda, la prima ad essere varata da una Regione. Inevitabilmente si affronterà anche il tema del commissario straordinario al quale lo stesso Urso vorrebbe affidare tre Campus di Data center da realizzarsi a Bertonico (Lodi), Opera e Settimo Milanese (Milano in ambo i casi) a cura della EdgeConneX. Sul punto da Palazzo Lombardia trapela ottimismo: anche alla luce della nuova legge, il Governo dovrebbe rinunciare al commissario, non sono attese criticità.
Intanto nel testo finale della legge è stata inserita una modifica proposta da Manfredi Palmeri, capogruppo di Lombardia Migliore–Noi Moderati in Consiglio regionale. È stata introdotta la possibilità per i Comuni di individuare prioritariamente tra le aree idonee all’insediamento dei centri di elaborazione dati anche alcune cave e miniere non più attive, aree estrattive abbandonate non destinate alla rinaturalizzazione. "L’obiettivo è diminuire i consumi di suolo, favorendo le riconversioni funzionali, e anche quelli energetici, individuando siti in cui le temperature prodotte impattino in minore misura" spiega Palmeri in una nota. L’emendamento era stato approvato all’unanimità in Commissione e poi confermato in Consiglio nella formulazione definitiva della legge, per meglio qualificarla nel puntare a coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e rigenerazione urbana. "Accompagniamo la crescita infrastrutturale e digitale senza compromettere il territorio. Il riutilizzo di alcune cave e miniere dismesse rappresenta una scelta di buon senso perché consente di recuperare aree già antropizzate favorendo al tempo stesso sviluppo e investimenti"











