CASARSA DELLA DELIZIA (PORDENONE) - Pier Paolo Pasolini negli anni ’40 a Casarsa della Delizia (Pordenone) si circondò di giovani allievi, poeti ed intellettuali. In piena Seconda guerra mondiale volle dare un segnale forte di mantenimento dell’attività intellettuale e così nacque l’esperienza dell’Academiuta di Lenga Furlana, un cenacolo che formalizzò la propria nascita ad agosto del ’45 proponendosi come luogo di ricerca, formazione e promozione della lingua friulana. Un laboratorio di idee che ancora oggi rappresenta una delle immagini più affascinanti e profetiche del percorso umano e culturale pasoliniano.
Per questa ragione il Centro Studi Pier Paolo Pasolini ha deciso di riproporre il progetto di alta formazione dedicato a PPP inserendolo sotto il nome di “Academiuta Pasolini”. La Scuola di alta formazione promossa dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini si terrà il 4 e 5 novembre 2026 e apre ora le selezioni per giovani studiosi, laureandi, dottorandi, ricercatori e post-doc interessati ad approfondire l’opera e il pensiero di uno dei più importanti intellettuali europei del Novecento. L’edizione 2026 sarà al tema “Pasolini giornalista polemista”, proponendo una ricognizione ampia e approfondita dell’intera attività giornalistica di Pier Paolo Pasolini, analizzata attraverso prospettive diverse e complementari. Dalle prime collaborazioni giovanili agli interventi sulle principali testate nazionali, fino ai celebri Scritti corsari e alle Lettere luterane, il percorso di studio metterà in luce la straordinaria capacità dello scrittore di interrogare il proprio tempo e, al contempo, di parlare con sorprendente lucidità al presente. Al centro della riflessione saranno i rapporti tra cultura, informazione, potere e responsabilità dell’intellettuale, temi che attraversano l’intera opera giornalistica pasoliniana e che continuano a rappresentare questioni cruciali nel dibattito contemporaneo. La direzione scientifica dell’iniziativa è affidata a Roberto Carnero dell’Università di Bologna. A guidare le lezioni e gli approfondimenti saranno alcuni tra i maggiori studiosi italiani del Novecento e dell’opera pasoliniana: Giorgio Nisini, Sonia Gentili, Elisabetta Mondello, Anna Tonelli, Gianluigi Simonetti, Elisa Donzelli, Bruno Pischedda, Roberto Deidier, Fabio Pierangeli, Monica Lanzillotta e Giona Tuccini. Il programma si articolerà in quattro sessioni di studio, tavole rotonde e momenti laboratoriali, con particolare attenzione al confronto diretto tra docenti e partecipanti. Saranno infatti previsti spazi dedicati alla presentazione e alla discussione dei progetti di ricerca dei corsisti, favorendo un dialogo interdisciplinare e internazionale. La nuova edizione si inserisce in una fase di significativa crescita del Centro Studi Pier Paolo Pasolini. Negli ultimi mesi l’istituzione casarsese ha infatti sottoscritto oltre venti convenzioni con università italiane e straniere, consolidando una rete scientifica internazionale sempre più ampia e rafforzando il ruolo di Casarsa quale luogo centrale per la ricerca e la divulgazione dedicate all’autore di Ragazzi di vita. A rappresentare visivamente il progetto sarà un disegno originale realizzato e donato da Davide Toffolo, artista, musicista e autore tra le figure più autorevoli del fumetto contemporaneo italiano e già autore di una graphic novel sul poeta di Casarsa e anche di un concerto disegnato su PPP con i suoi Tre Allegri Ragazzi Morti. L’opera accompagnerà l’intera iniziativa, interpretandone il dialogo tra memoria e futuro, tradizione e innovazione, che caratterizza l’approccio culturale della scuola. La partecipazione ad Academiuta Pasolini 2026 sarà riservata a un massimo di trenta candidati provenienti dall’Italia e dall’estero. Le domande di ammissione dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2026. I partecipanti selezionati saranno ospitati a Casarsa della Delizia per tutta la durata delle attività e riceveranno un attestato finale di frequenza. L’iniziativa può contare sul sostegno di importanti istituzioni e partner culturali, tra cui Associazione degli Italianisti, MOD – Società italiana per lo studio della modernità letteraria, Università di Bologna, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Casarsa della Delizia, Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 e Fondazione Friuli. «Con questa edizione rinnovata della Scuola – ha detto il presidente del Centro Studi Pasolini, Marco Attilio Salvadori – abbiamo voluto compiere una scelta che per noi ha un valore profondo: dare al progetto il nome di Academiuta, condiviso dal consiglio d’amministrazione come segno di continuità con l’intuizione più viva del giovane Pasolini, significa restituire valore alla memoria e promuovere un’idea di formazione aperta, libera, appassionata, capace di parlare al presente. Sono particolarmente grato alla direttrice Maura Locantore, il cui lavoro tenace ha reso possibile la stipula di convenzioni preziose e ha consolidato una rete di relazioni scientifiche di grande qualità, riconosciuta anche dal patrocinio dell’Associazione degli italianisti (Adi) e della Mod (Società italiana per lo studio della modernità letteraria). È un risultato che dà forza al nostro percorso e ne conferma il valore. Questa Scuola di alta formazione è possibile, inoltre, grazie alla presenza di tante e autorevoli voci del mondo degli studi pasoliniani, coordinate con intelligenza e sensibilità da Roberto Carnero, che ha dato forma a un confronto ricco, rigoroso e aperto. Casarsa e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini occupano oggi un posto centrale nel panorama nazionale e internazionale, non soltanto come luoghi della memoria, ma come spazi vivi di ricerca, di dialogo e di crescita culturale. Ed è proprio qui che vogliamo continuare a costruire il futuro. Per questo i giovani studiosi non saranno semplici destinatari di questa esperienza, ma veri protagonisti: persone chiamate a intervenire, a confrontarsi, a portare domande nuove e sguardi nuovi. È a loro che affidiamo il senso più autentico della nostra Scuola. Infine, abbiamo voluto collocarla nei giorni che precedono il convegno di studi annuale a Casarsa perché la formazione possa accompagnare e preparare il dialogo scientifico, creando un passaggio naturale tra studio, confronto e approfondimento condiviso. È anche così che una comunità di ricerca cresce e si rinnova».







