Vita dura per gli artigiani. Ne sa qualcosa Enrico Pratesi, 58 anni, alfonsinese di residenza che, nell’ottobre scorso ha deciso di chiudere l’attività di meccanico di biciclette gestita a Fusignano per trasferirla a Lugo in via Garibaldi. "Siamo destinati a scomparire come tutte le attività artigianali – spiega. "Si rischia di lavorare per 12 ore al giorno e guadagnare 100 euro al netto di tutte le spese. Quello che salva – dice – è la passione". Quella, a Enrico non è mai mancata, soprattutto da quando, a 8 anni, suo padre lo fece correre sulle due ruote per la prima volta. Da quel momento sono passati 23 anni di gare, sostenute inseguendo il sogno di diventare professionista e di aprire un negozio di vendita di biciclette con un logo personalizzato. Quel capitolo poi si è chiuso e si aperto quello del lavoro dipendente fino a quando ha deciso di mettersi in proprio aprendo il negozio di meccanico a Fusignano, avverando così il sogno suo e del padre. "Là avevo molto più spazio – continua. "Poco più di 100 metri quadrati. Qui, invece ne ho soltanto 45. Mi manca tutto lo spazio che utilizzavo per l’esposizione delle biciclette". Nessuno però ha voluto affittargli spazi più ampi.
"Non riuscivo a trovare nulla. Ho provato a contattare i proprietari di 4 negozi della metratura che mi sarebbe servita ma quando ho spiegato che tipo di attività volevo aprire non mi hanno concesso fiducia. Forse – ipotizza – temevano che potessi essere insolvente". Poi è arrivato quel negozio chiamato "Tango Bike" in onore del ballo, seconda grande passione di Pratesi, in cui si addensano articoli di abbigliamento e tutti gli accessori necessari per le bici, alcune due ruote in esposizione e lo spazio dell’officina. Il via vai è comunque continuo. "Ho le competenze per sistemare tutto – precisa –. A Fusignano stavo bene ma non c’era più la clientela necessaria per mandare avanti l’attività. Per questo ho deciso di trasferirmi". Al momento il bilancio è positivo. "L’utenza è molteplice, fatta da italiani e molti stranieri che usano la bicicletta per andare a lavorare. Vedo comunque che c’è interesse e il ritorno è favorevole. A me piace parlare con la gente – aggiunge Pratesi –. È la passione che ho per questo lavoro e le due ruote che mi fa continuare, oltre alla soddisfazione dei clienti. Quando lo esprimono – conclude – è la cosa più bella"









