TREVISO - Dipendenza da smartphone? Ore e ore trascorse a scorrere reel, meme e altri contenuti del tutto superflui? Dalla Marca spunta un metodo per risolvere il problema. O perlomeno renderlo marginale. Tre giovani in un garage hanno deciso di accettare questa sfida ambiziosa: quella di rivoluzionare il modo in cui le persone affrontano la dipendenza da smartphone. C'è questa volontà alla base di Bloquit, la nuova tecnologia ideata da Davide Zuin, Matteo Maschio e Walter Scazzosi per contrastare il fenomeno dello "scrolling compulsivo", ovvero l'abitudine di prendere in mano il telefono e scorrere senza sosta tra social, notifiche e distrazioni continue. Si tratta di un dispositivo fisico, abbinato a un'app dedicata. E nell'era del digitale, l'idea in controtendenza potrebbe avere successo.
Come funziona Il principio è semplice: limitare l'accesso alle applicazioni che frammentano la concentrazione durante lo studio o il lavoro. Ma la vera innovazione riguarda il metodo. Se esistono già diverse soluzioni software simili, spesso risultano facilmente aggirabili. Bloquit supera questo limite introducendo un elemento fisico: un piccolo "tag" da appoggiare sullo smartphone che, tramite tecnologia NFC, si interfaccia con l'applicazione. Il suo funzionamento è intuitivo ma efficace: per sbloccare le applicazioni, l'utente deve avvicinare il telefono al tag. In questo modo, basta lasciare il dispositivo in un'altra stanza per interrompere l'accesso ai social e alle app capaci di distrarre l'utente anche in momenti delicati della giornata. Una piccola "frizione" quotidiana che spezza l'automatismo del gesto e aiuta a costruire una maggiore consapevolezza nell'uso dello smartphone.I profili Il sistema consente inoltre di creare profili personalizzati in base alle attività: studio, lavoro o sport, con la possibilità di selezionare di volta in volta le applicazioni da limitare. In caso di smarrimento del tag, è previsto un sistema di sblocco di emergenza tramite app, che consente di ripristinare l'accesso allo smartphone in qualsiasi momento. Il problema dello scrolling compulsivo è ormai trasversale e riguarda tutte le generazioni. Sbloccare lo schermo è diventato un gesto automatico, spesso scollegato dalla volontà consapevole, che alimenta un flusso continuo di stimoli. Dal punto di vista biologico, questo comportamento è legato al rilascio di dopamina, che contribuisce a rafforzare dinamiche simili a quelle delle dipendenze. Si innesca così un riflesso quasi istintivo: si passa da un contenuto all'altro senza reale intenzione, in una sorta di "trance digitale" che si interrompe solo quando l'attenzione su studio o lavoro è ormai compromessa.L'analisi I dati confermano il fenomeno: secondo una ricerca OnePlus, in Italia si trascorrono in media 84 minuti al giorno a fare scrolling, che salgono a 139 tra i giovani della Gen Z. Le conseguenze sono tangibili: circa un utente su tre segnala un calo significativo della produttività quotidiana, mentre quasi il 30% dichiara una riduzione della propria creatività. In questo contesto, nel 2025 Davide, Matteo e Walter hanno individuato un vuoto di mercato, lanciando ufficialmente Bloquit a dicembre dello stesso anno. I tag, abbinati a un'app attualmente disponibile solo per dispositivi iOS, vengono stampati in 3D e prodotti a chilometro zero a Treviso, nel garage di Davide Zuin. In questa fase iniziale, il progetto è sostenuto da una rete informale: le fidanzate collaborano alla crescita del brand e alla parte grafica, mentre gli amici testano i primi prototipi. Una sinergia che supera anche le distanze geografiche: i tre fondatori portano avanti il progetto tra Treviso, Milano e Parigi, coordinandosi da remoto e condividendo la stessa visione. Per ora Bloquit resta una scommessa portata avanti nei ritagli di tempo, tra lavoro e vita quotidiana, con l'obiettivo di crescere passo dopo passo.






