Grosseto, 3 giugno 2026 – Si erano introdotti di notte in un cantiere in via Zircone a Grosseto, dove ha sede l’azienda Com Net, e dopo essere entrati dal portone spaccando la serratura, avevano rubato un furgone Fiat Doblò parcheggiato nel piazzale ed erano poi riusciti a impossessarsi 690 chili di matassa di rame per i fili elettrici e anche quattro cassette di attrezzi da lavoro, per un valore complessivo di 40mila euro. Adesso, due uomini, uno di 48 anni e l’altro di 28, il primo di origine rumena e l’altro italiano, dovranno rispondere di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e rapina. A seguito dell’avviso di chiusura indagini firmato dal pm Carmine Nuzzo. Si sono infatti concluse le indagini dopo il colpo effettuato dai due (insieme ad altri due complici che per il momento sono irreperibili) l’11 maggio del 2025. Dopo aver rubato il furgone e aver caricato tutta la refurtiva, i due in fuga con il Doblò raggiunsero la piazzola sulla strada del circolo Il Mare a Capalbio, e trasferirono tutta la refurtiva su un altro furgone, un Iveco Daily per poi proseguire la loro fuga verso Roma. Ma poco dopo furono intercettati, al chilometro 128 dell’Aurelia, da una pattuglia del Norm dei carabinieri di Orbetello. Quando gli fu intimato l’alt, il furgone con i due a bordo accelerò per darsi a una fuga precipitosa. Iniziando anche a zigzagare tra le corsie, compiendo manovre pericolose per tentare di dileguarsi nella notte . Durante l’inseguimento dal furgone lanciarono anche alcune bobine di rame, sacchi di pallet e cassette degli attrezzi contro la gazzella dei carabinieri che li stava inseguendo. I due poi interruppero la corsa e scesero dal furgone scomparendo nelle campagne di Capalbio. A uno dei due poi i militari sono risaliti grazie al portafogli che avevano perso sul furgone, nella fretta di darsi alla fuga. I due sono accusati anche di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver usato come armi improprie alcuni oggetti che aveva poco prima rubato.