Porto Rotondo. 03 giugno 2026 alle 00:39

Grandi obiettivi di rilancio della destinazione, guardando al mercato del lusso, ma anche molte questioni strettamente pratiche da affrontare sul piatto della cordata “Porto Rotondo 2026” che, guidata dal manager Rafael Sanchez Torres e dal nipote del fondatore Edoardo Donà dalle Rose, punta alla governance del Consorzio che sarà rinnovata nell’assemblea convocata per luglio. Del resto, per quanto esclusivo, resta sempre un

supercondominio

. Tra le questioni più urgenti c’è quella che riguarda le infrastrutture e le aree standard che, per effetto di una sentenza del Tar, sono state trasferite al Comune di Olbia. L’amministrazione ha già avviato la mappatura delle infrastrutture consortili per l’acquisizione.

Ma il Consorzio, ha assicurato l’avvocato Gabriele Escalar che ha illustrato gli aspetti più strettamente tecnici ed amministrativi, gioca la sua partita e, in questo senso, la strada che è stata delineata è quella di una convenzione sul modello di quella già esistente tra il Comune di Arzachena e il Consorzio Costa Smeralda. In ballo c’è anche il progetto che prevede insediamenti per ventimila metri cubi nel cuore del villaggio e che era stato osteggiato dalla Fondazione, ossia dagli stessi Donà. Ora però pare delinearsi una strategia di dialogo con il Comune.