Sanità03 giugno 2026 alle 00:39
La direzione della Cardiologia dell’ospedale San Francesco, che ha curato lo screening dei mesi scorsi, ha inviato una email a tutti i partecipanti per avviare la fase successiva del progetto. Dopo la prima valutazione, ora si punta a verificare se il counseling personalizzato abbia prodotto effetti concreti sui principali fattori di rischio cardiovascolare. Durante gli incontri erano stati rilevati diversi parametri clinici e comportamentali, tra cui peso, circonferenza vita, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, attività fisica, qualità del sonno, abitudine al fumo, consumo di alcol e caffè, oltre a parametri ematochimici come colesterolo, trigliceridi, glicemia e funzione renale, se disponibili.
Questi dati vanno aggiornati. Non si tratta - spiega la Asl - di una semplice raccolta di numeri, ma di capire se il percorso iniziato ha prodotto un cambiamento reale e misurabile.
«Il significato del progetto – spiega Mauro Pisano, direttore della Cardiologia - va oltre il singolo controllo. Questo percorso rappresenta un possibile modello organizzativo innovativo: se produrrà i risultati attesi, potrà essere riprodotto stabilmente creando un sistema di prevenzione cardiovascolare continuativo e realmente orientato alla presa in carico globale della persona».







