Ci vuole cuore per pensare di arrivare a fare 27 mila screening gratuiti al cuore, attraverso un ecocardiogramma, e al cervello, con l'ecocolor Doppler tsa, per prevenire gli infarti e l'ictus. Soprattutto, sbarcando con le strumentazioni necessarie sulle isole più piccole, dove questi servizi di prevenzione stentano ad arrivare. Fatto salvo i cardiologi e gli ecografisti della Cardioteam Foundation, che anche quest'anno s'imbarcheranno su una barca a vela da fine marzo e ottobre per approdare su dodici isole, incluse le più lontane Lampedusa e Pantelleria, con la bandiera e il camice di "Una vela per il cuore".

Medici-velisti

Il presidente della Cardioteam Foundation è Marco Diena, torinese, responsabile dell'Unità di Cardiochirurgia Mininvasiva e Transcatetere all'IRCCS Policlinico San Donato di Milano. Ha cominciato ad andare per mare da bambino, a 10 anni grazie allo zio e da allora non ha più smesso. Ha pure fatto alcune tappe della Withbread, il giro del mondo in equipaggio a tappe su Gatorade di Giorgio Falck, prima di diventare lui stesso armatore. Ha Dulcinea, uno sloop in legno disegnato da triestino Carlo Sciarelli. Una barca che ha messo a disposizione per le due prime stagioni di "Una vela per il cuore", che ha visto i medici-velisti sottoporre a screening preventivo migliaia di persone. "La ricerca ha evidenziato una incidenza di malattie cardiache nelle regioni insulari superiore di due o tre volte quella che abbiamo osservato nel resto d'Italia", spiega. Da qui, la nuova missione che durerà sei mesi e che sarà rivolta alle comunità più isolate.