È oggi il giorno dell’addio. Quella della firma per la risoluzione consensuale. Va via Antonio Conte, dopo due anni straordinari. Va via rinunciando a tutti i 15 milioni previsti dal terzo anno di contratto. Anche il suo staff rinuncia, come da richiesta del tecnico leccese.Conte va via a testa alta. Ma anche De Laurentiis gli tende la mano e non sbatte i piedi, risentito: nessuna penale in caso di sistemazione altrove, nessuna clausola limitatoria, nessun veto, come invece chiese e pretese da Luciano Spalletti. Il futuro di Conte inizia oggi, quello del Napoli è già iniziato con la comunicazione del tecnico: «Il mio percorso finisce qui». Ha un telefono che bolle, lo vogliono ovunque: lui non ha fretta di scegliere, è pronto anche a tornare in Premier. Vuole il progetto ambizioso fin da subito. Non accetterà più avventure in salita come quella del Napoli due anni fa. Ed è per questo è rimasto indifferente all’offerta del Fenerbahce arrivata la settimana scorsa. La tentazione della Nazionale è fortissima, ma conosce bene i paletti economici della Figc e fino ad adesso una vera trattativa non c’è stata. Ma all’Italia non chiuderebbe la porta. Anzi. Ascolterebbe e sarebbe pronto anche al lungo progetto verso il Mondiale 2030. Anche perché gli consentirebbe di continuare a vivere a Napoli.