Erano chiusi in una stanzetta da adolescente e hanno provato a raggiungere lo sballo. Hanno aperto il barattolino, hanno usato un cucchiaino da caffè per testarne il contenuto. Solo che, invece di inalare, lo hanno assaggiato, lo hanno deglutito, come se si trattasse di marmellata o crema di cioccolata. C’è chi ha portato sulla lingua solo alcune particelle di quella roba, chi invece ha ingerito un intero cucchiaino. Ed è così che una serata tra amici si trasforma in un incubo. Tre ragazzi - rispettivamente di 17, 19 e 22 anni - finiscono in ospedale. Il più giovane è quello che versa in condizioni peggiori: è attualmente intubato all’ospedale San Paolo, anche se non sembra che abbia riportato dei danni irreversibili al sistema nervoso o allo stomaco. Gli altri due sono sotto choc, le loro condizioni sono apparse poco gravi sin dalla prima ricognizione medica. Sono i tre protagonisti - e vittime al tempo stesso - del “miele da sballo”, una frontiera della droga che arriva dai Paesi Bassi - probabilmente dall’Olanda - che si sta affermando anche sul nostro territorio. Arzano, ore 23.30 di lunedì scorso. In casa del 17enne ci sono i genitori, che evidentemente ignorano cosa sta accadendo nella stanzetta del ragazzo. Viene aperto il barattolino di miele da sballo, va di scena una sorta di iniziazione: c’è chi piazza la punta della lingua, chi invece manda giù il contenuto dell’intero cucchiaino. Di fatto l’allarme è immediato. I due maggiorenni chiamano i genitori dell’amico più giovane, che in pochi istanti ha perso conoscenza, in preda a una crisi respiratoria. Corsa in ospedale, prima a Frattamaggiore poi al San Paolo. Una notte da incubo. Il 17enne viene intubato, resta in rianimazione, questa mattina - fatto il doveroso check clinico - dovrebbe essere estubato.
Arzano, provano il “miele dello sballo”: tre ragazzi finiscono in ospedale
Erano chiusi in una stanzetta da adolescente e hanno provato a raggiungere lo sballo. Hanno aperto il barattolino, hanno usato un cucchiaino da caffè per testarne il contenuto. Solo che,...










