Quando lunedì sera si è diffusa la notizia che la premier uscente Mette Frederiksen si stava dirigendo verso l’imbarcazione del Re di Danimarca Federico X, ormeggiata alla periferia di Copenaghen, una piccola folla festante si è radunata per darle il benvenuto. Non era mai successo che ci volesse così tanto tempo per la formazione di un nuovo governo. Ieri, però, dopo la comunicazione al Re ha visto finalmente la luce il terzo governo a guida della premier socialdemocratica con l’appoggio determinante dei Moderati di Lars Løkke Rasmussen. La coalizione “quadrifoglio” vedrà la presenza, oltre a socialdemocratici e moderati, anche di ministri di Socialistisk folkeparti (socialisti di sinistra) e dei Radicali con l’appoggio parlamentare determinante di Enhedslisten (rosso verdi) e di Alternativet (verdi radicali).
Proprio il leader di Enhedslisten, Pelle Dragsted, è stato ieri mattina il primo a commentare la nascita del nuovo governo rivendicando importanti misure sociali ottenute dal suo partito nelle trattative. Dentista gratis per tutti entro il 2035, pensionamenti anticipate per i vulnerabili già dal prossimo anno (l’età pensionabile è a 70 anni dal 2025), taglio del 50% dell’Iva su tutti i prodotti alimentari, autobus e treni gratuiti per tutti i minori di 22 anni e migliaia di abitazioni economiche e un piano casa definito da Dragsted «il più visionario degli ultimi decenni». Un programma sociale così progressista la Danimarca (e in generale tutti i paesi scandinavi) non lo vedeva da decenni tanto che la gratuità delle cure odontoiatriche è da anni tra le proposte bandiera di tutte le sinistre radicali nordiche a completamento di un welfare sanitario unico al mondo.











