L’Europa, che a lungo ha minimizzato lo sterminio degli ebrei, ha poi finito per trasformarlo in un rituale civile, scevro da una reale assunzione di responsabilità storica. Una parte del mondo ebraico è rimasta intrappolata nel paradigma della vittimaNel marzo 2025, a Gerusalemme, il ministero israeliano della Diaspora ha organizzato una conferenza internazionale per il contrasto all’antisemitismo. L’evento, che avrebbe dovuto rappresentare un fronte comune contro il pregiudizio antiebraico, è diventato il manifesto dell’alleanza sempre più serrata tra il governo israeliano e le destre postfasciste europee. Questo slittamento è il risultato di un processo avviato con particolare forza a partire dagli anni Novanta, nel nuovo scenario aperto dPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Micol Meghnagi
Razzismo di Stato. Le destre e l’asse sull’antisemitismo
L’Europa, che a lungo ha minimizzato lo sterminio degli ebrei, ha poi finito per trasformarlo in un rituale civile, scevro da una reale assunzione di responsabilità storica. Una parte del mondo ebraico è rimasta intrappolata nel paradigma della vittima







