“Une des leçons de ce RG: un italien peut en cacher trois autres”, scrive ironico Gilles Simon, ex numero 6 al mondo, sorpreso dall’inaspettata presenza di 3 giocatori azzurri ai quarti di finale dello slam parigino. Tradotto in lingua nostrana: ‘una delle lezioni di questo Roland Garros: un italiano può nasconderne altri tre’. Anche i francesi, notoriamente parchi nell’esprimere stupore per qualsiasi cosa non riguardi loro stessi, lasciano trapelare qualche forma di emozione. Sono umani anche loro. L’account ufficiale del Roland Garros ieri sera a tarda notte ha diffuso una grafica celebrativa che sottolinea il dato storico dei tre azzurri ai quarti di finale dello slam parigino. L’immagine è costruita come una sorta di allegoria classica, con i tre giocatori che, sullo sfondo del campo centrale, svettano sopra tre colonne dallo stile classicheggiante. Nel complesso la composizione ricorda un podio monumentale.
Anche la stampa straniera si sta appassionando ai tre giocatori italiani. Articoli, commenti, interviste. L’Equipe scrive di un Arnaldi che “è sembrato imbattibile e fisicamente indistruttibile”. Sorride il suo allenatore, Fabio Colangelo, il giorno dopo. “Non so come faccia a stare in piedi, spero me lo rimettano in sesto”, racconta. Il ragazzo ligure è stato in campo per oltre diciassette ore dall’inizio del torneo. Una cosa quasi irreale. Ha giocato più in quattro turni parigini che nell’intera prima parte della stagione. Chissà quanti rimpianti deve avere il povero Francis Tiafoe. Pare lo abbiamo intravisto girare di notte per il Bois de Boulogne gridando “Je vais à l’amour”, le ultime parole dette da Isadora Duncan prima che la lunga sciarpa che l’avvolgeva si impigliasse fatalmente nei raggi della ruota di una sfavillante Bugatti.










