HomePisaCronacaLa buona sanità va raccontata, il messaggio di Paola ViegiLa presidente del centro San Marco ringrazia chi l'ha seguita con dedizione e umanità in un momento delicatoPaola ViegiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa 1 giugno 2026- Ci sono esperienze che cambiano profondamente lo sguardo con cui osserviamo la sanità pubblica. Non solo per la qualità delle cure ricevute, ma soprattutto per l’umanità incontrata lungo il percorso. È la testimonianza di Paola Viegi, presidente del centro San Marco, che nel corso degli anni ha promosso progetti sociali, educativi e culturali legati al quartiere di Porta Fiorentina e al territorio di Pisa e Cascina, collaborando con scuole, associazioni e istituzioni locali. Ha avuto anche un’esperienza politica come consigliera comunale a Cascina.
Oggi Viegi ha voluto rendere pubblica la propria gratitudine verso i professionisti degli ospedali di Pontedera e Cisanello con un sentito post pubblicato su facebook, medici che l’hanno accompagnata in un momento difficile della sua vita. «Ho trovato persone davvero meravigliose», racconta. «rofessionisti che lavorano con competenza e grande umanità, nonostante le difficoltà quotidiane e la carenza di organico». Il primo ringraziamento è rivolto al dottor Francesco Bronzini, medico endoscopista dell’Ospedale Lotti di Pontedera, e a tutto il personale infermieristico della struttura. Un pensiero speciale anche per il dottor Piero Buccianti, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Cisanello, che ha eseguito l’intervento insieme al dottor Stefano Signori e all’intero team del blocco operatorio, anestesisti compresi. Parole di riconoscenza vengono espresse anche per il dottor Giulio Giambartalomei del reparto degenze, per la caposala, gli infermieri, gli OSS, la nutrizionista e per don Luca e don Sergio, la cui presenza spirituale «discreta ma importante» ha rappresentato un sostegno prezioso nei giorni della paura e dell’incertezza. Un ringraziamento particolarmente affettuoso è rivolto inoltre a Massimo Bellini, direttore della U.O. di Gastroenterologia dell’Ospedale di Cisanello, definito da Viegi «un amico che mi ha presa per mano nei momenti più difficili, quando la paura ti attanaglia e sembra toglierti il respiro». La testimonianza mette in luce un aspetto spesso poco raccontato della sanità pubblica: il valore umano di chi ogni giorno opera negli ospedali, spesso lontano dai riflettori e in condizioni non semplici. «Ecco cosa ho trovato di eccellente nei nostri ospedali: le persone che vi lavorano, in silenzio, senza clamori, mantenendosi umane nonostante tutto», conclude. Un messaggio di gratitudine, ma anche un invito a riconoscere e sostenere il lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari che, ogni giorno, rappresentano il volto migliore della sanità italiana.








