Di: SEIDISERA - Gian Paolo Driussi/ludoC L’attentato alla stazione di Winterthur è approdato in Parlamento a Berna; se n’è parlato martedì al Consiglio degli Stati a margine di una mozione, approvata tacitamente, che chiede un monitoraggio nazionale della radicalizzazione e dell’estremismo in Svizzera.

La mozione era già da tempo all’ordine del giorno, non era quindi direttamente legata ai fatti di Winterthur, dove un 31enne, ora in carcere, ha accoltellato tre persone. È stato tuttavia impossibile non affrontare l’attualità durante le discussioni alla Camera alta, anche perché lo scopo dell’atto parlamentare è proprio quello di garantire una migliore prevenzione di fatti come quelli della scorsa settimana.

https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/L%E2%80%99attentatore-di-Winterthur-faceva-proselitismo-gi%C3%A0-ai-tempi-della-scuola--3780259.htmlUn primo accenno diretto è arrivato da Beat Jans, consigliere federale e capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, che in aula ha spiegato che il caso di Winterthur dimostra l’importanza della gestione delle minacce nei cantoni e di un coordinamento efficace fra tutti i servizi e le autorità coinvolte”. Jans ha poi ringraziato le forze d’intervento, le quali, agendo rapidamente e con professionalità – ha detto – hanno evitato conseguenze ancora più gravi. Ha poi aggiunto che “nel caso di disturbi psichici la valutazione dei rischi e la prevenzione sono particolarmente difficili. È quindi fondamentale che le autorità competenti garantiscano il flusso di informazioni tra tutte le parti coinvolte, applicando con coerenza le misure esistenti”.