Roma. Il Papa rivoluziona la comunicazione vaticana. Ieri, alle 12.00, il bollettino della Santa Sede ha ufficializzato la nomina di Maria Montserrat “Montse” Alvarado a prefetto del dicastero per la Comunicazione. Sostituirà, dal prossimo 1° novembre, Paolo Ruffini, in carica dal 2018. Alvarado, poco più che quarantenne, ha frequentato la Florida International University e la George Washington University. Dal 2009 al 2023 ha ricoperto incarichi di responsabilità al Becket Fund for Religious Liberty e, da quell’anno, è diventata presidente e chief operating officer di Ewtn. Si tratta del grande network cattolico statunitense d’orientamento conservatore che negli anni del pontificato di Francesco fu accusato di fare aperta campagna contro l’agenda bergogliana, con stile aggressivo. Al punto che il cardinale segretario di stato, Pietro Parolin, disse nel 2022 che “i mezzi di comunicazione, ancora di più se pretendono di evidenziare la loro identità cattolica, devono sforzarsi non di diffondere odio, ma piuttosto di promuovere una comunicazione non ostile”. Media cattolici che “è bene che si sentano parte attiva della vita della Chiesa, prima di tutto vivendo in uno spirito di comunione con il vescovo di Roma. Questo è tanto più urgente oggi in un tempo segnato da dibattiti eccessivamente drammatici, anche all’interno della Chiesa, che non risparmiano nemmeno la persona e il magistero del Pontefice”. Parolin stava parlando a un incontro dei media europei inclusi nella galassia di Ewtn. D’altra parte, la scudisciata era arrivata già un anno prima, direttamente dal Papa. Parlando infatti con i gesuiti incontrati in Slovacchia, riferendosi a Ewtn Francesco disse che “c’è, ad esempio, una grande televisione cattolica che non esita a parlare continuamente male del Papa. Personalmente merito attacchi e insulti perché sono un peccatore, ma la Chiesa non li merita. Sono opera del diavolo. L’ho detto anche ad alcuni di loro”. Alvarado arrivò due anni dopo alla guida del network, che però di certo con lei non è diventato l’araldo dell’agenda bergogliana. Cosa ha dunque pesato sulla scelta? La grande conoscenza dello strumento e la necessità di aggiornare l’apparato comunicativo della Santa Sede. Leone XIV si è rivelato, in questo, un americano a tutto tondo: un manager che vuole risultati. Non è importante che sia o no un religioso, ma che sappia cosa va a maneggiare. E pazienza se la linea “ideologica” non è esattamente la sua. Non a caso, il più attivo nel promuovere la nomina di Montse Alvarado (che, va precisato, non è una campionessa delle culture war americane) è stato il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale. E Czerny è tutto meno che annoverabile nella schiera degli anti Francesco o degli integerrimi conservatori seguaci di Madre Angelica, la fondatrice di Ewtn. Che poi Prevost, primo Pontefice a usare WhatsApp, a usare lo smartphone, a consultare regolarmente i siti internet e leggere di tutto, non fosse particolarmente convinto dell’attuale gestione del dicastero, non è un mistero: è sufficiente controllare quante volte il prefetto Ruffini è stato ricevuto in udienza privata nel corso del primo anno di pontificato. Più sguardo internazionale, dunque: è poco probabile che Alvarado intratterrà i giornalisti accreditati leggendo lunghi passi di una lettera pastorale del cardinale Carlo Maria Martini, come fece Ruffini in occasione della presentazione del Sinodo del 2023, tra la perplessità di giornalisti filippini e sudamericani un po’ disorientati. Magari, chissà, è la prima mossa per riallacciare i fili di un rapporto, con l’America, che non pare nel suo momento migliore.
Il Papa rivoluziona la comunicazione vaticana
Leone XIV congeda il prefetto Paolo Ruffini e nomina alla guida del dicastero per la Comunicazione Maria Montserrat Alvarado, ceo di Ewtn, il network conservatore contro cui si scagliò nel 2021 Papa Francesco
Maria Montserrat Alvarado, COO di Ewtn, nominata prefetto della Comunicazione vaticana dal 1° novembre, sostituisce Paolo Ruffini. La scelta segnala volontà del Papa di modernizzare e internazionalizzare l'apparato comunicativo vaticano, privilegiando competenze manageriali.










