Kyiv. Nella notte tra l’1 e il 2 giugno le stazioni della metropolitana di Kyiv si sono rapidamente riempite di persone in cerca di riparo dai bombardamenti russi. Gli abitanti della capitale hanno montato tende da campeggio sulle banchine, portando con sé materassini, sacchi a pelo, sedie e coperte. “Non avevo mai visto così tante persone qui di notte”, racconta al Foglio Oksana Maikovska, che vive vicino alla stazione Tarasa Shevchenka, nel quartiere Podil di Kyiv, e che in caso di allarme aereo scende regolarmente nel rifugio insieme al figlio piccolo. La scorsa settimana le autorità ucraine avevano avvertito che la Russia stava preparando un nuovo attacco su larga scala. Prevedevano che sarebbe avvenuto nel fine settimana del 30 o 31 maggio, mentre Kyiv celebrava la Giornata della città. Mosca ha rinviato i suoi piani di qualche giorno, lanciando l’attacco nella notte di lunedì. Il principale obiettivo è stato ancora una volta la capitale, ma sono state colpite anche Dnipro, Kharkiv e Zaporizhzhia.A Dnipro si contano sedici vittime, tra cui un bambino di tre anni e un soccorritore intervenuto per spegnere un incendio scoppiato dopo un bombardamento. Mentre era sul posto è stato colpito da un secondo attacco. A Kyiv i morti sono stati sei. Per l’operazione, l’esercito russo ha utilizzato 73 missili – otto Zircon, 33 missili balistici Iskander-M e 32 missili da crociera di diverso tipo – oltre a 656 droni. Le difese ucraine sono riuscite ad abbattere 40 missili e 602 droni. L’intensificazione degli attacchi missilistici avviene in un momento in cui la Russia continua a non registrare successi significativi sul campo di battaglia. A maggio le forze ucraine hanno riconquistato più territorio di quanto le truppe russe siano riuscite a occupare. Secondo il progetto di analisi Deep State, nell’arco del mese l’esercito russo ha conquistato appena 14 chilometri quadrati, nonostante il numero delle operazioni d’assalto sia aumentato di circa un terzo. Parallelamente, l’Ucraina sta ampliando sempre più l’impiego dei cosiddetti middle strike, attacchi con droni a distanze comprese tra poche decine e alcune centinaia di chilometri. Queste operazioni consentono di interrompere la logistica russa, colpire obiettivi militari nei territori occupati e rallentare l’avanzata delle forze nemiche. Kyiv continua inoltre a utilizzare anche i deep strike, gli attacchi in profondità sul territorio russo.Intervenendo il 1° giugno al forum “Architettura della sicurezza”, che si è svolto a Kyiv, Kyrylo Budanov, capo dell’Ufficio presidenziale ed ex responsabile dell’intelligence militare ucraina, ha dichiarato che il presidente Volodymyr Zelensky vuole tentare di porre fine alla guerra il prima possibile, preferibilmente entro l’inverno. “Esistono segnali concreti che fanno pensare che le condizioni per fermare il conflitto stiano finalmente emergendo”, ha affermato con ottimismo. L’Ucraina, tuttavia, ha un punto debole che la Russia sta sfruttando sempre più intensamente: la difesa dai missili balistici. Secondo il ministero della Difesa, l’Aeronautica ucraina riesce ad abbattere circa il 90 per cento dei droni nemici e quasi l’80 per cento dei missili da crociera. I missili balistici, invece, restano un problema enorme. “Abbiamo assolutamente bisogno dell’aiuto degli Stati Uniti nella fornitura di missili Patriot”, ha scritto Zelensky sui social la mattina del 2 giugno.Già la settimana scorsa il presidente ucraino aveva inviato una lettera urgente al presidente americano Donald Trump, riconoscendo il peggioramento della situazione a causa della carenza di sistemi di difesa aerea. “Quando si tratta di difesa dai missili balistici, dipendiamo quasi esclusivamente dagli Stati Uniti”, ha scritto Zelensky. Nella lettera il presidente ucraino sottolineava inoltre che il ritmo delle forniture di missili Patriot attraverso il programma Purl – grazie al quale i partner europei acquistano armi statunitensi per l’Ucraina – non è più adeguato alle minacce che il paese si trova ad affrontare. Per convincere Trump a impegnarsi maggiormente nella difesa contro i missili balistici, il team di Zelensky aveva già proposto nell’agosto dello scorso anno un ampio accordo sui droni (Drone Deal), che avrebbe garantito agli Stati Uniti la possibilità di testare per primi tutti i modelli di droni sviluppati dall’Ucraina. Trump, però, non ha ancora risposto alla proposta. L’ultima conversazione telefonica tra i due leader risale al 25 febbraio scorso, il giorno successivo al quarto anniversario dell’invasione su vasta scala della Russia. Kyiv attende inoltre l’arrivo della squadra negoziale del presidente americano, composta da Jared Kushner e Steve Witkoff. Budanov, parlando con i giornalisti a margine del forum, ha confermato che la visita potrebbe avvenire presto e che successivamente la delegazione si recherà a Mosca. “Ci stiamo tutti preparando a questo incontro”, ha dichiarato.