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Resta in custodia cautelare in carcere a San Vittore il ragazzo di 21 anni, compiuti oggi, fermato dalla Digos e dalla procura di Milano con l'accusa di terrorismo nella notte tra il 31 maggio e il primo giugno a Vimercate, nella provincia di Monza Brianza. La gip di Milano, Rossana Mongiardo, ha convalidato il provvedimento restrittivo e disposto la massima misura cautelare per il ragazzo italiano di origini marocchine ritenendo concreto il pericolo di reiterazione del reato. "Non si è limitato - osserva la giudice - a pubblicare video, immagini e commenti che esaltavano le azioni più brutali ed efferate compiute dallo Stato Islamico in danno dei Cristiani e, più in generale, contro l' Occidente, con una aperta esaltazione e incitamento al martirio" come avvenuto in riferimento alla condivisione dei video della tentata strage di Modena, "ma, di fatto, ha adottato comportamenti dissimulatori al fine di eludere l'attenzione degli organi investigativi".
È il quarto caso dopo Modena. Ecco perché il pericolo emulazione è sempre più attuale. Il folle gesto di Salim El Koudri, il 31 enne che lo scorso 16 maggio falciò una decina di passanti con l’auto, ha finito col rappresentare un modello per tanti. I fatti, d’altronde, valgono più di mille parole. A Firenze, il 20 maggio, cinque giorni dopo quella tragedia, un 15 enne, sempre tunisino, viene arrestato perché vicino allo Stato Islamico. Il giorno prima, a Cosenza, un 28 enne suo connazionale è condannato a sei anni di reclusione per aver aderito all’Isis e aver svolto attività di propaganda, indottrinamento e addestramento legato alla jihad. A Reggio Emilia, poi, il 25 maggio, un 22 enne marocchino, si preparava a colpire la folla con un coltello.










