Chiesti sei anni e mezzo di carcere per Andrea Guido, attuale assessore al Welfare del Comune di Lecce, finito a processo in un’inchiesta su presunti affari della Camorra - del clan Moccia, in particolare - in Puglia. I fatti risalgono all'aprile 2017, quando Guido era assessore all'Ambiente nella giunta di Paolo Perrone. La Procura di Napoli ha invocato, tra le altre, la condanna dell'attuale esponente della giunta Poli Bortone e di Giuseppe D’Elia, 55enne di Novoli, ritenuto uno degli intermediari nei presunti affari in tema di rifiuti tra la Campania e la Puglia. L'assessore, dal canto suo, si professa innocente e confida in una sentenza di assoluzione. A Guido viene contestato di aver intascato denaro per 2.500 euro, in cambio della promessa di favori per un’azienda, la Soloil, intenzionata a entrare - secondo l’impostazione dell’accusa - nel mercato salentino dello smaltimento di oli esausti per conto delle pubbliche amministrazioni. Guido fu arrestato e posto ai domiciliari nell'aprile del 2022 in esecuzione di un'ordinanza emessa dalla gip del Tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda. L'accusa formulata dalla Procura era quella di corruzione aggravata e, in particolare, di aver favorito l'affermazione degli interessi economici del clan Moccia in Puglia. Durante l’interrogatorio di garanzia, Guido aveva specificato di non aver mai percepito un solo centesimo, versione poi confermata anche dall’altro salentino arrestato. Le indagini, condotte dai carabinieri del Ros, portarono all’esecuzione di 52 misure cautelari, la gran parte in Campania. Nel mirino il clan Moccia, di Afragola, e un presunto tentativo di espansione in Puglia per gestire piccoli appalti per la raccolta dell’olio esausto. Al centro c’è la Soloil Italia, una società riconducibile alla Camorra, secondo l’accusa, attraverso il suo amministratore di fatto, Francesco Di Sarno, ritenuto il braccio “economico” dei Moccia. In questo scenario D’Elia avrebbe creato una rete di rapporti tale da assicurare alla Soloil un tornaconto: l’aggiudicazione - di fatto poi mai avvenuta - di piccoli appalti in alcuni Comuni salentini e a Lecce, tramite l’assessore Guido. Secondo quanto ipotizzato dall'accusa, in qualità di assessore all'Ambiente del Comune di Lecce fino al luglio 2017 Guido avrebbe ricevuto «indebitamente» una somma pari a 2.500 euro, come anticipo di un importo complessivo di 5mila euro, da tre persone: Mario Salierno, Giuseppe D'Elia e Francesco Di Sarno. Avrebbe così tentato di escludere dal servizio altre aziende, tra cui la Sappower Oil e la Monteco, che gestivano in precedenza la raccolta presso l'isola ecologica della città. In seguito all'arresto, Guido venne sospeso dal suo partito, Fratelli d'Italia, e dal consiglio comunale. Tornò in libertà dopo 139 giorni ai domiciliari e nel mese di settembre 2022 il prefetto lo reintegrò nel consiglio comunale. Alle scorse elezioni comunali ha ottenuto 1.349 preferenze e la successiva nomina ad assessore nella giunta della sindaca Adriana Poli Bortone.