La flessibilità per gli investimenti nell'energia, che sarà annunciata domani dalla Commissione Ue, prevede la possibilità di chiedere all'interno della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa dell'1,5%del Pil, deroghe fino a uno 0,3% massimo l'anno per il triennio 2026-2028 e per un massimo cumulato dello 0,6%. Lo si apprende da fonti accreditate a Bruxelles. I nuovi investimenti, implementati dal febbraio 2026, dovranno essere mirati, temporanei e non aumentare la domanda di combustibili fossili. La comunicazione Ue chiederà misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e accelerino la transizione dai fossili. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva inviato lo scorso 18 maggio una lettera alla Commissione Ue per chiedere di trattare l'emergenza energetica con la stessa flessibilità fiscale riservata alle spese per la difesa. Al momento, a quanto si apprende, la Commissione europea non prevede una riposta scritta formale alla lettera. La risposta, come annunciato nei giorni scorsi, consisterà di fatto nel pacchetto - e nella flessibilità nell'ambito della clausola di salvaguardia per la difesa - previsto per il Semestre europeo. Ora la decisione sul programma SAFECon questa apertura l'Italia potrà valutare più serenamente la decisione finale sull'adesione al programma SAFE (Security Action for Europe), il nuovo strumento europeo da 150 miliardi di euro creato per rafforzare la difesa comune dell'UE. Il programma finanzia acquisti condivisi di armamenti, droni, missili, cybersicurezza e tecnologie militari europee.I Paesi che hanno già firmato un accordo di prestito con la Commissione sono Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio. L'Italia non figura tra questi, nonostante abbia a disposizione in teoria 14,9 miliardi di euro in prestiti a tassi più convenienti di quelli che può ottenere sui mercati obbligazionari.L'intenzione del governo è di ridurre la richiesta italiana a soli 4-5 miliardi, lo stretto necessario per coprire i contratti già firmati, e di attendere mercoledì 3 giugno prima di formalizzare qualsiasi impegno.