Il divulgatore romano Simone Carabella si è presentato alla festa della comunità islamica con un panino con il maiale. Ne è nata una polemica a suon di video che ha coinvolto anche Adinolfi
Hanno infiammato i social le polemiche nate domenica in occasione della celebrazione della festa del sacrificio a Roma a Villa Giordani, quando il personal trainer e divulgatore romano, Simone Carabella, si è presentato alla festa di Eid al-Adha con in mano un panino con la porchetta. A unirsi al suo appello in difesa dei romani e delle tradizioni italiane minacciate è stato anche Mario Adinolfi, che chiede a Mediaset e alla famiglia Berlusconi di prendere posizione contro le affermazioni di una giornalista di Carta Bianca presente all’evento. Se da un lato, la comunità islamica ha lanciato diverse provocazioni al divulgatore romano, arrivando persino a invitarlo a mangiare la porchetta in moschea a riprova della tolleranza nei confronti dei non musulmani, dall’altro, Simone Carabella ha pubblicato il video integrale della sua interazione al festival, allegando i messaggi di odio ricevuti.
Lo aveva annunciato su Instagram sabato: «Domani alle 5 sarò lì a mangiare la porchetta». La scelta del piatto della tradizione romana è legata alla sua origine: carne di maiale, normalmente non concessa nella dieta di un musulmano. Un gesto per «dare un segnale, non una provocazione»: il segnale di un’identità che non è negoziabile per nessun romano, secondo Carabella, nonostante l’evento concesso dalla troppo permissiva amministrazione di Roberto Gualteri. Così il giorno dopo, all’Eid al-Adha, mentre mangiava un panino con la porchetta ha commentato: «Noi in Italia non sgozziamo!» e «Questa non è integrazione!». Ha poi aggiunto, interagendo con ragazzo di nome Abramo: «Fino a prova contraria le persone sui marciapiedi le schiacciate voi». E ancora: «A Roma non c’è la festa del sacrificio, non esiste. A Roma c’è la Festa de’ Noantri. In questi giorni Roma era piena di gente che pregava sui marciapiedi e impediva alle persone di passare con la macchina». Si sono poi aggiunti i commenti di alcuni astanti, che con un certo grado di disappunto hanno dichiarato: «Un altro Paese come l’Italia non esiste. Ognuno fa come gli pare, vengono come gli pare. Li pigliano, li mettono dentro e il giorno dopo stanno di nuovo fuori», ma anche «Siamo arrivati in Medio Oriente: ti metti per terra e preghi».







