Savona – Il cielo sopra la riviera di ponente della Liguria si è svegliato grigio, quasi a voler anticipare il colore d'asfalto e lamiere che avrebbe dipinto la giornata. Il ponte del 2 Giugno si chiude esattamente come tutti sapevano avrebbe fatto: in trappola. Chi sperava che il meteo incerto convincesse i turisti a scaglionare le partenze ha dovuto fare i conti con la realtà di una rete autostradale che, ad ogni festività, mostra il conto di fragilità strutturali mai risolte. I numeri in tempo reale raccontano una sorta di bollettino di guerra. Mettersi in viaggio nel pomeriggio di martedì 2 giugno dal ponente verso Genova significa entrare in un imbuto. Tra Andora e il nodo di Savona, dove c’è il bivio per l’A6 della Savona-Torino, per coprire appena una sessantina di chilometri ci vogliono circa 2 ore e mezza (rilevamento delle ore 15.30).

Una media che sfiora i 30 km/h, roba da centro cittadino nell'ora di punta, ma applicata all'arteria che dovrebbe collegare la Liguria al resto del Nord Italia. La pressione sulla A10 ha iniziato a salire già di prima mattina. Intorno alle 9, i primi rallentamenti hanno spezzato il ritmo del traffico tra Borghetto Santo Spirito e Savona. Poi, con il passare delle ore, la situazione è progressivamente precipitata. Il tratto peggiore come sempre è quello tra Finale Ligure e Savona ma è dato in aumento anche il caos tra Albisola e Arenzano. Il problema vero è che non è più una notizia il passo d’uomo sulla A10. Quello che va in scena sull'autostrada di ponente, per lunghi tratti a due sole corsie, dove basta un tamponamento per far collassare del tutto la viabilità (come successo pochi giorni fa, con relative polemiche del sindaco di Albissola Marina), è il solito copione di un territorio che vive un paradosso permanente: attrattivo e sold-out dal punto di vista turistico, ma strutturalmente incapace di reggere il flusso del rientro. Migliaia di famiglie e pendolari del fine settimana si trovano così intrappolati nel ponente trasformando quella che doveva essere una vacanza in un esercizio di nervi saldi.