Il 27 febbraio scorso il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti indicò Anthropic come “fornitore a rischio per la sicurezza nazionale”, rescindendo il contratto da 200 milioni di dollari che la società aveva con il Pentagono. La ragione era semplice e, a suo modo, inedita: Anthropic si era rifiutata di rimuovere le restrizioni che impedivano l’uso di Claude per sistemi d’arma autonomi e per la sorveglianza di massa dei cittadini americani. Il ceo Dario Amodei scrisse che l’azienda “non poteva in coscienza cedere alla richiesta”. Lo stesso giorno, ore dopo, OpenAI annunciava di aver firmato l’accordo con il Pentagono che Anthropic aveva rifiutato. Secondo alcuni, fu la campagna di marketing globale più conveniente della storia: con 200 milioni di dollari, Anthropic si era assicurata il ruolo di coscienza mondiale dell’AI, un posizionamento fondamentale in un momento in cui la recrudescenza dei movimenti luddisti anti-AI sembra raggiungere nuovi massimi.Il piano sembra proseguire lungo il suo climax di ambizioni: meno di tre mesi più tardi, il cofondatore di Anthropic Christopher Olah sedeva accanto a Papa Leone XIV nell’Aula del Sinodo in Vaticano, alla presentazione della Magnifica Humanitas, la prima enciclica del pontificato, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’enciclica, tra l’altro, condanna esplicitamente “i sistemi d’arma autonomi praticamente al di là di ogni controllo umano effettivo”. In quella sala, l’azienda che aveva tenuto la linea sul Pentagono si trovava a essere l’interlocutrice privilegiata del magistero pontificio.Non è mai accaduto nella storia della Chiesa che una società privata, con il proprio logo, condividesse il palco con il Vescovo di Roma nell’atto stesso di enunciare la dottrina. Con la Rerum Novarum del 1891 Leone XIII costruì un’autorità morale universale proprio perché la sua riflessione restava al di sopra dei soggetti concreti. Leone XIV ha invece scelto un soggetto, e l’investitura anche formale ha implicazioni concrete.La legittimazione che ne deriva per Anthropic è qualcosa che nessun lobbying a Bruxelles o Washington potrebbe comprare. Nella disputa con il dipartimento della Guerra, Amodei difendeva una posizione etica: il rifiuto di cedere alla logica della “guerra giusta algoritmizzata”, per usare la categoria che l’enciclica stessa dichiara superata. Con la presentazione in Vaticano, quella posizione etica ha assunto la postura religiosa. L’azienda si è spostata dal terreno del dibattito morale, dove altri possono contestarla, dove OpenAI può semplicemente offrire condizioni più accomodanti, a quello della legittimità sacrale, dove la contestazione richiede un interlocutore di rango equivalente.Andrea Colamedici, nella newsletter di Tlon pubblicata il giorno stesso della presentazione, individua la traccia teologica più sottile del documento. Leone XIV scrive al paragrafo 98 che “le moderne intelligenze artificiali sono più “coltivate” che “costruite”“, poiché i loro sviluppatori “non ne progettano direttamente ogni dettaglio, bensì creano un’architettura sulla quale l’IA cresce”. Colamedici nota che questo sposta l’AI dalla parte della techne aristotelica, l’opera fabbricata che riceve la forma dall’esterno, verso quella della physis, ciò che cresce secondo una forma che porta già in sé. La sezione della newsletter si intitola “Generato, non creato” ed è un’eco precisa del Credo niceno, genitum non factum, dove quella distinzione riguarda il Figlio. Il richiamo c’è e Colamedici lo registra con precisione: l’uso di “coltivata” per descrivere l’AI applica all’artefatto di Anthropic la categoria teologica riservata alla seconda persona della Trinità.Olah stesso, dal palco vaticano, ha confermato l’inquietudine cavalcando il misticismo che quella categoria porta con sé, dicendo che Claude “resta misterioso persino per noi che lo addestriamo” e che le domande sollevate dall’AI “appartengono alle scienze umane, alla religione, alla filosofia e alla società intera”. E’ una cessione che suona generosa, ma che è opportuno analizzare con attenzione: Olah cede il primato interpretativo alla Chiesa nel momento in cui la Chiesa gli restituisce qualcosa di incomparabilmente più prezioso, ovvero la copertura simbolica di un’istituzione che sopravvive da due millenni, che ha attraversato ogni rivoluzione industriale, ogni guerra, ogni regime, e che oggi decide che il problema del nostro tempo si chiama Claude.Quello che si è consumato in Vaticano il 25 maggio 2026 è uno scambio tra due autorità che cercano entrambe di riposizionarsi nella geopolitica dell’AI. Il Papa ha il problema di parlare a un’epoca tecnica che la teologia fatica a leggere; Anthropic ha il problema di distinguersi da OpenAI e gli altri competitor in un momento in cui l’unica distinzione praticabile è quella morale. La Magnifica Humanitas ha offerto a entrambi una soluzione, a un prezzo che nessuno sembra ancora disposto a calcolare.