NEW YORK - Il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein è morto in carcere nell’agosto del 2019, ma qualcosa di lui è rimasto, oltre ai file: il suo dna, e la voglia di lasciare eredi. Secondo i documenti desecretati dal dipartimento di Giustizia, Epstein aveva conservato il proprio sperma in una banca del seme anni prima di morire. Il finanziere, inoltre, aveva chiesto a una criobanca americana di non eliminare lo sperma una volta lui fosse morto. Il finanziere aveva depositato il suo seme alla California Cryobank prima dell’ottobre 2012. Quattro anni dopo aveva firmato un nuovo contratto. In quello, firmato il 9 maggio 2016, erano stati stabiliti i termini per la conservazione dello sperma: Epstein ne restava proprietario e non si considerava un donatore anonimo.
Il contratto, secondo quanto ha rivelato il New York Times, aveva stabilito che, in caso di morte del finanziere, il suo sperma sarebbe passato sotto il controllo ereditario o di un altro rappresentante legale. Non è chiaro se il seme sia ancora conservato e, se sì, dove. La California Cryobank ha dichiarato di non avere più legami con il finanziere, ma lo sperma potrebbe essere stato trasferito a un altro centro o ritirato dagli eredi. Lo scenario, oltre a generare dubbi etici - si tratta pur sempre di conservare lo sperma di un pedofilo e abusatore sessuale - lascia aperta una domanda: chi vorrebbe generare un figlio con il seme di un personaggio così compromesso?






