ROMA - Un salto all'indietro di tre mesi. Ricordate quando i pasdaran chiusero lo Stretto di Hormuz e dissero che avrebbero autorizzato il transito solo delle navi di Paesi non ostili a cominciare dal Giappone? Bene, ieri siamo piombati di nuovo nella stessa situazione. Quando sembrava che tutto si potesse chiarire, quando le navi si andavano posizionando pronte per ripartire, l'Iran e i suoi alleati hanno minacciato la chiusura completa dello stretto di Hormuz. E, come se non bastasse, hanno aggiunto di aver intenzione di attivare il blocco anche su altri fronti, tra cui lo Stretto di Bab al-Mandab, che unisce il Mar Rosso al Golfo di Aden, in risposta all'escalation delle operazioni militari israeliane in Libano. Questo almeno fino alla parziale schiarita arrivata in serata con le parole di Trump. Le speranze dei tanti marittimi bloccati sulle navi in ingresso o in uscita da Hormuz, comunque, nella giornata di ieri, condizionate proprio dalle notizie relative ai passaggi, hanno subito un altro brutto colpo.
LE SPERANZE DEI MARITTIMI Prima della doccia fredda annunciata dai Pasdaran, si guardava con fiducia alle agenzie Usa che spiegavano come, nelle ultime tre settimane, le Forze armate statunitensi avrebbero coordinato il transito attraverso lo Stretto di Hormuz di circa 70 navi commerciali nonostante lo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto con l'Iran. Un dato che sembrava oltremodo certo e significativo, considerando che a riferirlo al New York Times erano stati funzionari americani. Proprio da queste informazioni risultava come la maggior parte delle imbarcazioni avrebbe attraversato il passaggio con i transponder disattivati (Ais) per evitare di essere individuate. Il Nyt spiegava che le autorità Usa non hanno precisato la tipologia delle navi coinvolte né i percorsi esatti, ma analisti del settore hanno evidenziato come almeno una di quelle imbarcazioni si sia mantenuta più vicina alle coste dell'Oman, una delle rotte prive di mine.A guardare i dettagli su Marine Traffic, tuttavia, si constata come - nonostante l'assistenza americana - il movimento di navi non è mai diventato realmente rilevante. L'unico Paese, per ora, su cui non sembrano abbattersi altre limitazioni è il Giappone: durante una telefonata con la premier giapponese Sanae Takaichi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è pronta a facilitare il libero transito delle navi giapponesi e a garantirne la sicurezza nello Stretto. L'agenzia di stampa iraniana Irna aggiunge anche che Teheran è pronta a garantire il passaggio delle imbarcazioni «ma il problema principale sono le restrizioni imposte dagli Stati Uniti contro il trasporto marittimo e il commercio dell'Iran».Insomma l'Iran non rinuncia a lanciare segnali diplomatici per risolvere le questioni in sospeso anche se poi ribadisce che come siano «le altre parti a non rispettare i propri impegni, attraverso ripetute violazioni del cessate il fuoco e atti destabilizzanti da parte di Israele, con il sostegno degli Usa». Un drastico passo indietro di tre mesi con posizioni, se possibile, ancora più radicali. E l'Italia? In una nota emanata in occasione della Festa del 2 giugno, il presidente di Confitarma Mario Zanetti ha sottolineato che «la libertà di navigazione rappresenta uno dei principi fondamentali su cui si fonda il commercio internazionale e, per un Paese marittimo come l'Italia, costituisce un interesse nazionale primario». «Garantire la sicurezza delle rotte commerciali - ha aggiunto Zanetti - significa tutelare non solo gli equipaggi e le imprese di navigazione, ma anche la continuità degli approvvigionamenti essenziali per il nostro sistema economico e produttivo». Particolare preoccupazione, ha sottolineato, «desta la condizione delle navi impegnate nel trasporto di fertilizzanti e di altre merci strategiche, oggi bloccate nel Golfo». In questo contesto, ha concluso, «Confitarma sostiene l'iniziativa della International Chamber of Shipping (Ics) denominata White Ships Corridor, finalizzata a garantire un corridoio sicuro per le unità commerciali».






