L'impatto inflazionistico della guerra in Iran non è più limitato ai soli prezzi energetici. A pochi giorni dalla riunione del consiglio direttivo della Bce in programma il prossimo 10-11 giugno, Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo di Francoforte, ha lanciato l'allarme: «Non possiamo più guardare oltre questo shock, il rischio che si disancorino le aspettative d'inflazione sta salendo». Già la scorsa settimana, Schnabel aveva detto che un aumento dei tassi sarebbe stato necessario in occasione del meeting di giugno dell'Eurotower.Oggi l'attenzione dei mercati sarà focalizzata sulla pubblicazione dei dati Eurostat sull'inflazione preliminare di maggio. Intanto, ieri, la Bce ha reso noti i risultati dell'indagine mensile sulle aspettative mediane di inflazione dei consumatori europei relativa ad aprile: se per i prossimi 12 mesi le attese sono rimaste invariate al 4%, quelle a tre anni sono diminuite al 2,9% dal 3% del mese di marzo.

Inoltre, secondo la Consumer expectations survey di Francoforte, le aspettative di inflazione a cinque anni sono rimaste invariate ad aprile al 2,4%, mentre il tasso di inflazione percepita nei precedenti 12 mesi ha fatto uno scatto in avanti, salendo al 4% dal 3,5% di marzo.Di fronte all'impatto inflazionistico della guerra in Medio Oriente, che si sta allargando sempre di più, la Banca centrale europea non può dunque più pensare di guardare oltre puntando su una stabilizzazione dei prezzi nel lungo termine.Il rischio, ha evidenziato Schnabel a margine del suo intervento alla Conferenza internazionale delle banche centrali sul futuro della moneta in corso a Seul, è che ora le aspettative d'inflazione di famiglie e imprese si sgancino dall'obiettivo del 2% con una corsa ad aumentare i prezzi e le rivendicazioni salariali.Gli altri indicatori A livello di reddito nominale, segnala l'indagine pubblicata ieri dalla Bce, le aspettative di crescita dei consumatori nei prossimi 12 mesi sono calate allo 0,8% ad aprile, rispetto all'1,2% di marzo. La crescita percepita della spesa nominale nei 12 mesi precedenti è aumentata al 5,3% dal 5,1% di marzo, mentre la crescita della spesa nominale prevista per i prossimi 12 mesi è salita al 4,3% dal 4,1% di marzo.Le aspettative di crescita economica per i prossimi dodici mesi sono peggiorate, diminuendo al -2,2% ad aprile rispetto al -2,1% di marzo. Le aspettative sul tasso di disoccupazione a 12 mesi sono calate all'11,2% ad aprile rispetto all'11,3% di marzo. Infine, i consumatori si aspettano un aumento del prezzo della propria casa del 3,7% nei prossimi 12 mesi, in linea con quanto previsto a marzo.Confermate anche le aspettative sui tassi di interesse dei mutui per i prossimi 12 mesi, rimaste invariate al 4,9% rispetto al mese precedente.