Sulla carta risultava in servizio alla Guardia medica di Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro. Nella realtà, secondo l’accusa, in diverse circostanze si sarebbe trovata altrove: a Crotone, a Isola Capo Rizzuto, nella provincia di Vibo Valentia e perfino a Roma. È il cuore dell’inchiesta della Procura di Crotone che ha portato alla sospensione dal lavoro per un anno di Annalisa Francolino, medico 33enne originaria di Sant’Onofrio, nel Vibonese. Il provvedimento interdittivo è stato eseguito dai carabinieri della Stazione di Petilia Policastro, con il supporto dei militari di Sant’Onofrio, su disposizione della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Matteo Staccini.

L’accusa: presenze segnate, ma il medico non ci sarebbe stato

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la dottoressa avrebbe falsificato il registro delle presenze e quello delle visite in almeno 50 circostanze, attestando di essere regolarmente in servizio nella postazione di continuità assistenziale di Pagliarelle quando, invece, non si sarebbe trovata nel presidio. Le ipotesi di reato contestate sono false attestazioni inerenti alla presenza in servizio, truffa aggravata ai danni di ente pubblico e interruzione di pubblico servizio. L’indagine ruota attorno a un punto centrale: la presunta assenza del medico avrebbe lasciato più volte scoperta la sede di Guardia medica, costringendo alcuni pazienti a rivolgersi ad altri presidi per ottenere assistenza.