Un boato, le fiamme, le urla. Mezzogiorno passato, quasi l’una. Alla stazione di servizio Ip di Amendolara, una delle principali sul vecchio tracciato della Statale 106, c’è un vecchio minivan scalcinato in fiamme. Si pensa a un incidente, magari provocato da un impianto a metano artigianale e difettoso, ma quando i vigili del fuoco riescono finalmente a domare le fiamme, si scopre che dentro ci sono i corpi carbonizzati di quattro lavoratori pakistani. E no, stabiliscono in fretta gli investigatori, non è una fatalità.

Si tratta di un omicidio plurimo, per il quale il cerchio sembra già stringersi: in serata due sospettati, anche loro pakistani, sono stati fermati e portati in caserma. Gli agenti della Mobile di Cosenza li avrebbero individuati a Villapiana. Sapevano chi cercare, grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza e alle prime testimonianze raccolte. Forse però c’è ancora qualcuno che manca all’appello.

Investigatori e inquirenti non confermano, il riserbo imposto dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, è massimo. Ma fonti vicine alle indagini suggeriscono che si potrebbe arrivare in fretta alla chiusura del cerchio su un episodio che anche agenti di lungo corso non esitano a definire «inquietante». E ancora tutto da ricostruire, tanto nella dinamica, come nel contesto in cui è maturato.