di
Gabriella Mancini
È in arrivo una docuserie su Dino Zoff, il capitano del Mundial 1982. Che torna sulla mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali: «Pesante non partecipare. I giovani ci sono nelle Under, ma non si fermino sugli scalini e continuino a scalare»
Dimmi chi era Dino Zoff. La docufiction «Dino Zoff. Volevo solo fare bene il mio lavoro», in onda il 10 giugno in prima serata su Rai 1 e Rai Play, racconta la storia del capitano della mitica nazionale campione del mondo ’82 con tanti filmati storici, dalla parata indelebile contro il Brasile alla famosa partita a scopone scientifico con il presidente Pertini, e con testimonianze emozionanti da Capello a Platini, da Altafini a Tardelli, da Bruno Conti a Del Piero. L’intervistatore è speciale: Francesco De Gregori tiene il filo di questo viaggio a ritroso nel tempo, quasi a ricordarci chi eravamo, e parla con il campione sul palcoscenico dell’Auditorium di Roma sulle note della «Leva calcistica della classe ‘68», quella di «Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore…», soffermandosi sulla psicologia del portiere e sul concetto di solitudine.
La regia di Giovanni Filippetto parte da Luca (interpretato da Javier Leoni), un ragazzino di 13 anni che sogna di fare il portiere, ma è troppo basso e insicuro, vuole lasciare, e il suo allenatore (Marco Bocci) per aiutarlo gli fa scoprire Dino Zoff, eroe silenzioso con il suo esempio di disciplina, determinazione e coerenza.









