Sánchez prova a resistere
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Mattarella, già ospite un anno fa, assegna alla Cittadella la medaglia del Presidente della Repubblica. Insieme Galli, Carboni e un oro olimpico. Apertura nel segno di Zanardi. Arriva Elisabetta Belloni.
Una medaglia d’oro al collo e una nell’astuccio. Quella al collo la sfoggerà con orgoglio Giada Rossi, la campionessa paralimpica in carica di Parigi di tennis tavolo. Quella nell’astuccio l’ha donata personalmente Sergio Mattarella. Sì, il presidente mantiene un legame d’affetto con Rondine. Un anno fa era sceso dall’elicottero per scoprire i giovani della Cittadella. Stavolta ricambia l’ospitalità di allora con un riconoscimento che concede solo agli eventi che ha più a cuore: uno degli ultimi casi era stato il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Sul podio il top della cultura italiana e il top della ricerca della pace. In un borgo che si appresta a trasformarsi da giovedì in una piccola metropoli. E che punta molto anche sullo sport. I grandi campioni paralimpici, grazie alla disponibilità generosa del ministero della Difesa e dei suoi atleti, ma anche big molto noti: giovedì ci saranno così Giovanni Galli, uno dei campioni del mondo del 1982, e Amedeo Carboni, venti volte nazionale e una carriera sfolgorante che ha toccato le sue punte prima a Roma e poi a Valencia. Insieme ai colleghi paralimpici protagonisti giovedì alle 18 di un confronto sullo sport e sulla sua capacità di moltiplicare le energie contro ogni tipo di ostacolo. Ostacoli che sono il tema del festival, che mette al centro l’inquietudine, ma anche la sua sublimazione: in tutti i campi, lì dove Liliana Segre aveva chiesto ai giovani di non arrendersi mai alla violenza, lei sopravvissuta ad Auschwitz. Un racconto polifonico. Nello stesso giorno lo sport affiderà un ricordo commosso ad Alex Zanardi: era stato lui a lanciare il quarto anno liceale di Rondine, Rondine non poteva ripartire senza di lui. Con le sue parole di allora ma anche con il racconto di due testimoni di spicco: Daniele Bennati, ex Ct della Nazionale di ciclismo e amico di Zanardi, e Riccardo Rossi, al quale la famiglia del campione ha affidato il compito di rappresentarla. La mattina a mezzogiorno, alla cerimonia di apertura del Festival, in coda alla marcia che porterà migliaia di studenti a piedi da Arezzo al borgo. Al loro fianco un attore e regista che ha tracciato un’epoca e non solo nella commedia italiana: Alessandro Benvenuti. Un saluto ai ragazzi e nel pomeriggio si racconterà, in un’intervista scoppiettante domanda e risposta, mettendo al centro la sua arte ma anche la sua vita. Fili, mille fili che per quattro giorni accenderanno i riflettori sulla Cittadella della Pace. Quattro giorni, l’ultimo dei quali centrato sulla festa in musica nel prato che apre il paese: una festa con un protagonista d’eccezione, Jovanotti, ma anche tanti altri artisti, dai pezzi forti della sua band ad Amara, da Giovanni Caccamo all’orchestra di Oida. Una festa anche di parole: tra gli altri ci sarà Folco Terzani, il figlio di una leggenda come Tiziano, giornalista e scrittore che dell’inquietudine e della curiosità ha fatto il suo cavallo di battaglia. Rappresentato a Rondine in due diversi momenti non solo dal figlio ma anche dalla moglie. Angela Staude, la compagna di un’intera vita. In un carosello di occasioni, che proporranno il faccia a faccia tra un ex brigatista di via Fani e il figlio di una delle vittime con Moro di quella giornata terribile. E presenteranno Elisabetta Belloni, ex capo dei servizi segreti e per una notte vicinissima alla presidenza della Repubblica, in una doppia veste, prima esperta della situazione internazionale e poi da innamorata di San Francesco, in un confronto a 800 anni dalla morte del Poverello. Un viaggio in pochi giorni tra i campioni di coraggio, tra gli altri Renato Natale, diga della mafia a Casal Di Principe, ma anche tra le pieghe della storia e della cronaca italiana. Un viaggio incessante, che dopo la marcia della pace e l’inaugurazione di giovedì si snoderà fino a domenica in un ritmo incalzante, con protagonisti i giovani della World House e quelli del quarto anno liceale di Rondine. Mentre sul sito continuano a correre le prenotazioni per la festa finale, quella con Jovanotti a capotavola, l’occasione unica di vederlo in una veste diversa, da innamorato del borgo, del suo progetto di pace e da lievito di un gruppo di protagonisti che solo per Rondine si coagula per la prima volta. Forte di grandi speranze e di un paio di medaglie d’oro da non perdere.








