HomePesaroCronacaSponsor, il Comune mette i paletti. Fuori politica, religioni e sessoQuesti i filtri per le aziende che vorranno associare il proprio marchio agli eventi culturali dell’estate in arrivo. Estromesse anche le industrie legate al tabacco. Non si vuole creare il terreno per messaggi divisivi.Piazza del Popolo in estate: qui si svolgeranno alcune manifestazioni culturali, i cui sponsor, però, dovranno rispettare. una serie di filtri imposti dal ComuneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNiente politica, religione o aziende legate al tabacco: il Comune apre la caccia agli sponsor per finanziare le principali mostre dell’estate 2026, ma mette subito in chiaro una serie di paletti rigidi. E cioé: niente propaganda politica, religiosa o ideologica, niente aziende legate al tabacco, niente contenuti sessuali e nessuno spazio a messaggi discriminatori o offensivi. Chi vorrà associare il proprio marchio agli eventi culturali cittadini dovrà prima superare questo filtro. È il contenuto della determina con cui il Comune ha approvato l’avviso pubblico e lo schema di contratto per la ricerca di sponsorizzazioni finanziarie e tecniche a sostegno delle iniziative culturali promosse dall’amministrazione. L’operazione riguarda in particolare due appuntamenti di punta previsti per il mese di luglio: la mostra "Storie dal Mediterraneo", ospitata ai Musei Civici, e la mostra "New Bauhaus" allestita nella Chiesa del Suffragio. L’obiettivo è reperire risorse private per sostenere le iniziative senza aumentare il peso economico sulle casse comunali. Nella determina si sottolinea infatti come le sponsorizzazioni rappresentino uno strumento per ottenere fondi, beni o servizi utili alla realizzazione di attività di interesse pubblico, migliorando l’offerta culturale e consentendo al Comune di contenere le spese. Ma insieme all’apertura verso il mondo delle imprese arriva anche la selezione preventiva. L’amministrazione si riserva infatti il diritto di rifiutare proposte che possano determinare conflitti di interesse, risultare incompatibili con le finalità istituzionali dell’ente o danneggiarne l’immagine. A questo si aggiunge un elenco di esclusioni tassative. Non saranno ammesse sponsorizzazioni riconducibili a propaganda politica, religiosa o ideologica. Restano fuori anche tabacco e materiali a contenuto sessuale. Stop, inoltre, a qualsiasi messaggio ritenuto discriminatorio o offensivo.
Sponsor, il Comune mette i paletti. Fuori politica, religioni e sesso
Questi i filtri per le aziende che vorranno associare il proprio marchio agli eventi culturali dell’estate in arrivo. Estromesse anche le industrie legate al tabacco. Non si vuole creare il terreno per messaggi divisivi.






