Ettore Mazzanti da poco è il nuovo presidente nazionale di Medici Senza Frontiere. Bolognese doc, classe 1964, è cresciuto alla Beverara ed è un infermiere pediatrico che ha lavorato anche in Oncoematologia pediatrica all’ospedale Gozzadini, "una scuola di vita", racconta dalla sede cittadina, aperta nel 2009 in via Santa Caterina, 55. Infermiere, coordinatore di progetto, responsabile medico, operatore umanitario, career manager.
Un lungo percorso che gli ha consentito di sviluppare una conoscenza sempre più dettagliata dei contesti operativi e dell’evoluzione dei bisogni umanitari in cui Msf, organizzazione medico umanitaria internazionale indipendente, attiva da 55 anni, cerca ogni giorno, in tutto il mondo, di intervenire.
Mazzanti, da Bologna al mondo. Come nasce questo suo impegno in Medici Senza Frontiere? "La prima missione in Angola nel 2002, dopo 25 anni di guerra civile, un termine che non andrebbe mai usato per un conflitto, fu potente, faticosa, importante ed entusiasmante. Da qui nasce un innamoramento progressivo. L’anno più rappresentativo è stato il 2011: prima andai in Libia, dove c’era ancora Gheddafi, poi in Afghanistan, poi in Somalia, a Mogadiscio, e a fine anno in Siria. Un percorso importante per le esperienze, come rinforzo e consapevolezza che possiamo fare la differenza anche nei posti più impensabili".









