VIGEVANO (Pavia)I sommozzatori dei vigili del fuoco sono impegnati dal primo pomeriggio di ieri nelle acque del Ticino alla ricerca di un bagnante – un ventitreenne di origini marocchine, ospite a Vigevano di una cugina – che risulta disperso. L’allarme è scattato intorno alle 15.30 quando è stato visto scomparire tra i flutti senza più riemergere. Non si tratta purtroppo di un incidente raro in questi anni; sono soprattutto cittadini stranieri, che cercando refrigerio dal caldo nelle acque del Fiume Azzurro, ad essere vittima di questi incidenti, non avendo contezza delle insidie che il Ticino porta con sé. Le acque infatti, anche se in questo periodo la portata è ben lontana da quella che si registra nei momenti nei quali si tocca il picco delle precipitazioni, sono attraversate da insidiose correnti, che dalla sponda vigevanese tendono a spingere verso quella abbiatense e soprattutto sono attraversate dai “mulinelli“, dei gorghi che trascinano i corpi verso il fondo e che sono tanto più letali quanto più il bagnante cerca di contrastarli. Tutti aspetti che chi arriva da non lontano e non può conoscere.
Le ricerche del ventitreenne, per il pomeriggio di ieri almeno, si sono concentrate nella zona del nuovo ponte che non è ancora aperto al transito: lì si è concentrato il personale dei vigili del fuoco coi sommozzatori, quello del 118 con i propri mezzi e una ambulanza della Croce Rossa di Vigevano e anche una pattuglia della polizia locale. In casi del genere, se la vittima non è riuscita a sopravvivere, non è raro che le ricerche si debbano protrarre per più giorni anche se il corpo si trova magari incagliato nelle vicinanze a qualche metro di profondità.











