«Il potere è sempre stato contro la risata, ho voluto fare un film per chiudere un cerchio della mia vita e far capire che la risata è necessaria, oggi più che mai». Giovanni Veronesi spiega così il senso di Dio ride, in arrivo al cinema a ottobre. Il regista toscano, di ritorno dal Riviera Film Festival e presto al leccese Fandango Live (11-14 giugno) ricorda Francesco Nuti, che lo ha scoperto, e Mario Monicelli, che considera un maestro, riflettendo sulla situazione critica del cinema italiano. Partiamo dai David, cosa ne ha pensato?«Che fosse molto lunga la trasmissione. E che se me ne dessero uno all’una e mezzo lo prenderei lo stesso». C’è ancora snobismo verso chi fa commedia? «Ai David meno, ormai hanno capito che è un genere complicato da realizzare e hanno iniziato a premiarlo. Rimane l’avversione del potere contro la risata. C’è anche da dire che negli ultimi 25 anni le commedie italiane sono state non un granché, è un genere verso cui il pubblico italiano si è un po’ sfiduciato». Buen Camino, stando al boom di incassi, è piaciuta parecchio. «Zalone piace, anch’io sono suo fan, è generoso, ha firmato le musiche dei miei due film sui moschettieri». Ne farà un terzo? «Per ora no, aspetto che invecchino, li voglio decrepiti, con Favino che fatica a muoversi». Intanto Favino e Buy li ha scelti per il suo nuovo film. «Buy la scelgo sempre, mi piace tanto, è una persona e un’attrice straordinaria, la migliore italiana insieme a Laura Morante, che pure mi piacerebbe dirigere. Con Favino è il nostro terzo film insieme, li farei tutti con lui. Dio ride uscirà a ottobre, c’è anche Silvio Orlando con loro due». Il cinema italiano sta passando un momento critico. «La politica purtroppo si è sempre interessata poco al cinema, con la sola eccezione di Veltroni, che ama il cinema, tanto è vero che fa il regista. Il cinema è una passione, se questa passione non c’è è difficile farsela venire perché sei ministro. Bisognerebbe capire l’importanza del cinema e curare un animale ferito. Ci sono due tipi di persone, quelli che si fermano davanti a una bestiola per strada e quelli che se ne dolgono ma proseguono dritti. La cultura in Italia è sempre stata considerata ferita, ma nessuno si è mai veramente fermato a curarla».
Giovanni Veronesi: “Mangiare un’oliva la sera e non prendersi sul serio: la lezione di Monicelli”
Il regista tornerà in sala a ottobre con la commedia «Dio ride»: «Il potere è sempre stato contro la risata, che oggi serve più che mai»
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