Schivo e ombroso. Capelli folti, occhiali, viso pieno. Sempre di fretta, non di rado con i libri sottomano. Come quando, da adolescente, frequentava “il liceo a Monza”, raccontano i vicini. Scuola privata della buona borghesia brianzola, anche per Zakaria Ben Haddi, il 21enne arrestato ieri per terrorismo internazionale, nato e cresciuto a Vimercate, cuore della Silicon Valley lombarda, dai computer dell’Ibm all’hi-tech con Cisco, una parabola nella quale si è innestata l’immigrazione globale.

Il percorso

Dopo il diploma si era iscritto all’università, “la madre lo diceva con un certo orgoglio, come tutti i genitori”, raccontano i conoscenti e, poi, senza che nessuno se ne accorgesse, si è radicalizzato, come testimoniano i tanti post sui social inneggianti all’Isis.

A Oreno, il borgo gioiello, dove abitava proprio con lei, dopo la separazione del genitori, ne parlano “come di un ragazzo per niente incline ai salamelecchi”. Qualcuno sussurra che avesse “poca considerazione delle donne”, a convincerli le discussioni in famiglia ad alto volume, trapelate dalle mura domestiche. Un profilo che oggi nel paesino cercano di sovrapporre alla cronaca. Nei tanti post pubblicati sui social il 21enne di origine marocchina inneggiava agli attacchi terroristici dell'Isis contro l'Occidente